La ripartenza del Lugano, il tour de force della SAM

Basket

Cabibbo: «Stiamo perdendo i pezzi, diventa difficile anche allenarsi» - Gubitosa: «Una lieve flessione ci sta»

La ripartenza del Lugano, il tour de force della SAM
Salvatore Cabibbo, allenatore dei Lugano Tigers. © CdT/Chiara Zocchetti

La ripartenza del Lugano, il tour de force della SAM

Salvatore Cabibbo, allenatore dei Lugano Tigers. © CdT/Chiara Zocchetti

La ripartenza del Lugano, il tour de force della SAM
Robbi Gubitosa, coach della Spinelli SAM Massagno. © CdT/Gabriele Putzu

La ripartenza del Lugano, il tour de force della SAM

Robbi Gubitosa, coach della Spinelli SAM Massagno. © CdT/Gabriele Putzu

Torna il campo il Lugano dopo tre settimane, lo fa per la terza volta in sette giorni invece la Spinelli. Tra pause, recuperi e quarantene il campionato svizzero di basket continua con il suo fare schizofrenico. Così per chi non gioca da una vita, c’è chi è costretto a farlo quasi sempre. Impresa ostica per non dire di più quella cui è chiamato il Lugano, in trasferta in quel di Friburgo per la “classica” del nostro campionato e costretto a farlo a ranghi ridotti, impegno più agevole in vista invece per la capolista Massagno, che a Nosedo domani riceverà Monthey.

Tu sì, tu no

Salvatore Cabibbo questo inizio di 2021 se lo auspicava sportivamente diverso. Chiamati ad esordire nel nuovo anno contro i campioni in carica, i Tigers si recheranno oggi in terra burgunda senza portarsi appresso diversi pezzi pregiati. Salutato Minnie durante la pausa natalizia, durante l’ultima settimana l’allenatore italiano ha visto la sua rosa perdere petali copiosamente: «Lunedì e martedì ci siamo allenati non bene, benissimo – ci spiegato proprio coach Cabibbo – Poi il patatrac. Prima abbiamo perso Steinmann per un affaticamento muscolare, Stevanovic invece si è girato la caviglia e ne avrà per tre settimane almeno, mentre Togninalli l’altro ieri lo abbiamo dovuto mandare a casa per via della temperatura troppo alta e non sappiamo se ci sarà. Così diventa difficile anche allenarsi» La buona notizia è il rientro di Axel Louissaint, anche sei il ragazzo non sarà al 100%. Insomma, la coperta già corta dei bianconeri in questi giorni sembra più un tovagliolo: «Sì, e contro un avversario come Friburgo non sarà affatto facile. Ma il nostro scopo in queste partite è quello di poter uscire a testa alta quale che sia il risultato, e di poterlo fare perché abbiamo giocato il nostro basket. Per questo sono frustranti tutti questi stop, perché per fare il tuo basket devi poterlo allenare».

Un po’ di stanca

È più sereno invece il cielo lassù, sopra la collina massagnese, da dove la Spinelli ad oggi guarda tutti quanti in campionato. Le ultime due uscite però hanno mostrato una SAM meno brillante del solito, sconfitta quindi a Neuchâtel e tenuta in scacco per metà partita da Nyon. Questione di gambe e di testa, spiega Robbi Gubitosa: «In questo momento siamo in una fase di carico, pianificata per arrivare pronti più avanti quando conterà davvero. E anche mentalmente comunque non siamo abituati ad essere la squadra da battere; oggi quando scende in campo contro di noi, ogni avversario dà il 200%, esattamente come faceva la SAM di qualche anno fa contro il Friburgo di turno. Quindi ci sta un momento di stanca. Nei due match passati abbiamo anche pagato qualche assenza, soprattutto quella di Andjelkovic, il miglior giocatore difensivo di cui disponga e fondamentale per noi. Spero di riaverlo, il virus lo ha debilitato parecchio, ancora mercoledì era stanchissimo, vedremo. Grüninger, anche lui ottimo difensore, spero invece raggiunga la forma ideale nelle prossime settimane, in modo che possa darmi qualche minuto, mentre Slokar a breve ricomincerà ad allenarsi».

Uno dei segreti per rimanere in alto è anche quello di mantenere alta la tensione, ecco perché coach Gubitosa non risparmia qualche tirata d’orecchie: «I riflettori ammaliano ma bisogna stare attenti. Chukwu nelle ultime settimane si è preso parecchie copertine, con merito, ma non deve pensare di essere ”arrivato”. La strada per lui è ancora lunga, deve continuare a lavorare come ha fatto finora. Ultimamente non è sempre stato così. Anche da Nottage e Richardson mi aspetto altro impatto e atteggiamento. Ciò detto, parliamo di dinamiche comuni, niente di pericoloso. Però non possiamo comunque pensare che i fratelli Mladjan ci mettano ogni volta 50 punti in coppia salvando capra e cavoli».

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