La SAM si conferma intrattabile e fa suo anche l’ultimo derby

Basket

Non c’è stata partita nella terza sfida cantonale della stagione regolare, con i padroni di casa che hanno allungato il passo fin da subito - I Lugano Tigers hanno abbozzato una risposta grazie alla verve dei propri giovani, ma non è stato sufficiente per evitare l’ennesimo k.o. contro i rivali

La SAM si conferma intrattabile e fa suo anche l’ultimo derby
La SAM Massagno di Nottage ha concesso ben poco ai propri rivali. © CdT/Gabriele Putzu

La SAM si conferma intrattabile e fa suo anche l’ultimo derby

La SAM Massagno di Nottage ha concesso ben poco ai propri rivali. © CdT/Gabriele Putzu

Tre su tre per la Spinelli, poca gloria invece per il Lugano. Il terzo derby di stagione regolare giocato a Nosedo ha preso ancora una volta la via della collina e ancora una volta - come già in quello di esordio a novembre - quasi mai i bianconeri sono riusciti ad impensierire i colleghi della SAM, padroni del match dal primo all’ultimo minuto.

Tutto nel primo tempo

Sono bastati pochi minuti infatti ai ragazzi di Gubitosa per indirizzare immediatamente la sfida cantonale e - vista con il senno del poi - mandarla già agli archivi. Tre triple in meno di 120 secondi, 9-0 SAM e Lugano sostanzialmente già alle corde. Questione di talento e forze in campo, ma anche di attitudine. Precisi, quasi essenziali i padroni di casa. Attenti il giusto nella propria metà campo e gran approfittatori delle ampie praterie trovate sotto canestro. Imbarazzante invece sotto questo punto di vista il Lugano, complessivamente in versione bella statuina, con grandi ringraziamenti dall’altra parte per le comode conclusioni ravvicinate. Difficile tenere botta in questo modo, impossibile pensare di tentare un qualsivoglia arrembaggio poi. Si può riassumere così l’immediata fuga massagnese, in doppia cifra di vantaggio dopo nemmeno 3’ (13-2) e poi via a correre. Non a caso Cabibbo dopo sette minuti ha panchinato senza tanti complimenti Nikolic, il più fermo di tutto sotto le plance. E sempre non a caso i bianconeri hanno trovato il loro basket migliore con le seconde linee, quelle giovani. È infatti con i «ragazzini» in campo che il Lugano ha dato il meglio di sé, tanto nel primo quanto nel secondo tempo. Puliti e ordinati, con molta più «garra» e spavalderia dei senatori, Kovac, Togninalli, Gianinazzi e Dell’Acqua hanno alimentato di fatto - sui due lati del campo - il 9-0 che a cavallo dei primi due quarti ha segnato l’unico vero momento reazionario dei bianconeri, capaci di arrivare anche sul -7 (35-28 al 14’). Un fuoco di paglia, perché non appena Gubitosa ha rimesso il suo quintetto base la distanza è tornata a dilatarsi, e quando Cabibbo ha rimesso il suo poco dopo, il sipario è calato in fretta, con il 17/23 da 2 della SAM a fare da immagine perfetta dei primi venti minuti .

Guardare avanti

D’altro canto vanno anche dati i giusti meriti alla Spinelli, brava a prendere il largo ma ancora migliore nel mantenere praticamente sempre consistente il vantaggio, una volta acquisito. Nessun rilassamento, nessun calo di tensione ha colpito questa volta i ragazzi di Gubitosa, anche quando le rotazioni si sono allargate (molto presto, ieri). Con Marko Mladjan ancora alle prese con l’ernia e Slokar in sovrannumero accanto a lui in borghese in panchina, il coach massagnese ha ributtato nella mischia (era già sceso in campo anche sabato contro Neuchâtel) l’ultimo arrivato Nguirane: fisico imponente, mani buone dalla media, il centrone senegalese avrà bisogno ancora di tempo per integrarsi, ma il suo impatto - pensando alla fisicità ginevrina e friburghese - potrà essere determinante strada facendo. «Può diventare il nostro riferimento sotto canestro – ci ha detto Robbi Gubitosa nel dopo partita – È uno che “chiama” palla in post. Per oggi sono contento, di lui e, in generale, della squadra. Un buon auspicio per le prossime partite, soprattutto quelle contro Friburgo e Ginevra». Alla prossima partita ha pensato anche il suo dirimpettaio e ex vice Salvatore Cabibbo: «Ho cercato di tenere basso il minutaggio dei titolari, perché per noi il match da vincere non era questo ma quello di sabato contro Boncourt. Sono molto contento dei giovani. Sabato però avranno tanto spazio e dovranno dimostrarmi lì di valere il campo».

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