Lo sport americano ci prova con l’aiuto di Topolino

Stati Uniti

Le leghe di basket, hockey, baseball e calcio si preparano alla ripartenza, ma i contagi restano un problema – NBA e MLS si isoleranno nelle strutture di Disney World a Orlando, mentre la NHL deve ancora stabilire date e città

Lo sport americano ci prova con l’aiuto di Topolino
© AP Photo/Matt Slocum

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Lo sport americano ci prova con l’aiuto di Topolino
Disney World, Orlando. © Shutterstock

Lo sport americano ci prova con l’aiuto di Topolino

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«Per inumidire la palla, anziché leccarsi le dita, i lanciatori potranno portare un piccolo straccio bagnato nella tasca posteriore». Lo sport americano si prepara alla ripartenza e anche il baseball si adegua con curiosi protocolli sanitari. Sarà proibito sputare saliva, semi di girasole, arachidi e tabacco. Via libera, invece, alle gomme da masticare. Dopo infinite trattative tra il sindacato dei giocatori e i proprietari per questioni salariali, la stagione della MLB scatterà il 23 luglio. Si giocherà a porte chiuse e ci si sposterà in tutti i 30 stadi coinvolti, ad eccezione forse di Toronto. Sarà un campionato ridotto: 60 gare di regular season invece delle abituali 162.

Pallacanestro in Florida

Luglio segna un nuovo inizio per tutte le leghe a stelle e strisce, ma la pandemia e le tensioni razziali coinvolgono anche lo sport. Attesa e preoccupazione accompagnano il basket NBA, il più rapido a riorganizzarsi dopo lo stop dell’11 marzo. Da martedì prossimo le 22 squadre ancora in lizza si raduneranno ad Orlando, in Florida, dove l’allarme coronavirus è altissimo. La fase finale del campionato si svolgerà tutta lì, nelle strutture sportive e alberghiere di Disney World. Una bolla in cui isolarsi dal mondo e (forse) proteggersi. Fino al 29 luglio ci sarà spazio per gli allenamenti collettivi, dal 30 si tornerà alle gare. Sarà un’abbuffata, con 6-7 partite al giorno fino al 14 agosto. Il 17 scatteranno i playoff, mentre gara-1 per il titolo è in programma il 30 settembre.

Tutto bene? Non proprio. Una settimana fa sono iniziati i test anti-COVID e la lista dei contagi si allunga con regolarità. Venerdì ne sono stati annunciati 16 su 302 persone testate (5,3%), tra giocatori e staff. L’ultimo caso è quello di DeAndre Jordan: risultato positivo, lunedì il centro dei Brooklyn Nets ha annunciato che non andrà ad Orlando. Anche il suo compagno di squadra Spencer Dinwiddie, fulcro dei Nets in assenza degli infortunati Irving e Durant, ha contratto il virus: verrà rivalutato dopo la quarantena, ma la sua presenza è in dubbio. Un altro loro compagno, Wilson Chandler, ha dichiarato forfait per restare vicino alla sua famiglia. L’avventura per il team di Brooklyn sembra già compromessa.

Ad Orlando i giocatori si sottoporranno a test quotidiani. Potranno uscire dalla bolla di Disney World, sì, ma al rientro dovranno osservare dai 10 ai 14 giorni di quarantena. «Se il virus si propagherà in maniera importante all’interno della nostra comunità, saremo costretti a fermarci», ha detto il commissioner Adam Silver.

Adam Silver, commissioner NBA. © AP Photo/Jae C. Hong
Adam Silver, commissioner NBA. © AP Photo/Jae C. Hong

Sul ghiaccio per i playoff

Anche l’hockey sta pianificando la ripartenza, direttamente dai playoff, ma la NHL accusa un certo ritardo. Fino a ieri non era stata stabilita la data del ritorno (tra fine luglio e inizio agosto) e ancora non si conoscevano le due città ospitanti. Due grandi bolle di ghiaccio, una per ogni Conference. In lizza restano Las Vegas, Toronto, Edmonton, Los Angeles e Chicago. Il format è invece noto dal 26 maggio: cancellate le ultime 14 giornate di regular season, i playoff sono stati allargati a 24 squadre invece delle solite 16, con le prime 4 di ogni Conference già ammesse di diritto al secondo turno (disputeranno un girone tra di loro per definire le posizioni di partenza). Le altre 16 affronteranno una serie preliminare «best of 5». L’8 giugno è iniziata la Fase 2 con allenamenti facoltativi a piccoli gruppi nelle strutture delle franchigie. La Fase 3, con i «training camp», è prevista dal 20 luglio. Il coronavirus, però, non lascia tranquilli e molti protagonisti hanno espresso scetticismo. I 1.450 test svolti su 250 giocatori tornati ad allenarsi nei rispettivi club hanno rilevato 26 casi di contagio. Nell’accordo tra NHL e associazione dei giocatori, come riferisce TSN, è presente una clausola: nessuno è obbligato a tornare in pista.

© AP Photo/Jeffrey T. Barnes
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Tra football e soccer

La NFL del football americano è stata la lega meno colpita. L’inizio del campionato resta fissato al 10 settembre, come previsto. I campi d’allenamento sono confermati dal 28 luglio. È invece imminente la ripartenza del calcio della Major League Soccer: sul modello della NBA, si giocherà a Disney World tra l’8 luglio e l’11 agosto. Il format è quello di un Mondiale: 26 squadre divise in 6 gironi, poi eliminazione diretta a partire dagli ottavi di finale. Vi accedono le prime 2 di ogni gruppo e le 4 migliori terze. Il virus, però, non molla la presa: ieri, al loro arrivo a Orlando, 4 giocatori sono risultati positivi al test. La bolla reggerà?

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