Lo sport fa bene, ma bando agli eccessi

Il dottor Giorgio Noseda nel Club dei 30: "Le morti improvvise nello sport spesso sono dovute a un disturbo elettrico del cuore"

Lo sport fa bene, ma bando agli eccessi

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MENDRISIO - Anche se da 50 anni non si reca allo stadio per seguire dal vivo una partita, è il FC  Chiasso la squadra del cuore del dottor Giorgio Noseda, che fra pochi mesi compirà 80 anni, ma è sempre un uomo intellettualmente brillante, attento ad ogni aspetto della vita.

Noseda, di formazione cardiologo, ma in prima linea anche nel campo dell'oncologia, è stato uno dei grandi protagonisti della scena medicale cantonale negli ultimi quarant'anni. Personaggio svizzero dell'anno nel 2007, è stato presidente della Lega svizzera contro il cancro, della Fondazione per la ricerca svizzera contro il cancro, di Oncosuisse e fondatore dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona.

Ha accettato volentieri di entrare a far parte del "Club dei 30" e nell'intervista concessa al Corriere del Ticino parla delle sue passioni sportive (oltre al Chiasso, anche l'Ambrì Piotta), commenta le recenti morti improvvise di alcuni sportivi ("Senza conoscere i risultati di un'autopsia e le analisi tossicologiche è difficile esprimersi: in generale queste morti improvvise sono dovute ad un disturbo elettrico del cuore, che non riesce più a contrarsi, il che provoca un arresto cardiaco"), commenta il rapporto tra sport e salute ("Il movimento fa bene, ma non bisogna esagerare, lo sport estremo comporta dei rischi") e si racconta un po', come avviene per tutte le persone che hanno accettato di diventare "soci" di questo particolare club.

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