Mercedesz Kantor: «Ho iniziato a palleggiare ancor prima di camminare»

Pallavolo

La schiacciatrice del Lugano si racconta: le ambizioni, il papà campione, il compagno cestista e il canale YouTube - LE FOTO

Mercedesz Kantor: «Ho iniziato a palleggiare ancor prima di camminare»
Mercedesz Kantor è alla sua prima stagione con il Volley Lugano. © CdT/Chiara Zocchetti

Mercedesz Kantor: «Ho iniziato a palleggiare ancor prima di camminare»

Mercedesz Kantor è alla sua prima stagione con il Volley Lugano. © CdT/Chiara Zocchetti

Mercedesz Kantor: «Ho iniziato a palleggiare ancor prima di camminare»

Mercedesz Kantor: «Ho iniziato a palleggiare ancor prima di camminare»

Ventun anni, due scudetti giovanili, un’esperienza in A2 ad Orvieto, un papà famoso, un compagno cestista, 19 mila follower su Instagram e un canale YouTube in cui parla di pallavolo. Mercedesz Kantor, schiacciatrice italiana del Lugano, si racconta a poche ore dalla sfida di Challenge Cup.

Mercedesz, partiamo dall’Europa: nel turno precedente avete vissuto emozioni incredibili...

«Nella sfida d’andata, vinta 3-0 al Palamondo, c’era tantissima gente. È stato inaspettato, da pelle d’oca. La trasferta in Finlandia, poi, è stata indescrivibile. Sapevamo che sarebbe stato difficile imporci e infatti abbiamo perso 3-1. La qualificazione si è così decisa al golden set. Abbiamo reagito alla grande, imponendoci 18-16. Sul match-point avevo i brividi, ero carica, speravo che le avversarie attaccassero su di me ed è andata così. Quando Nicole Pulcini ha messo a terra il pallone vincente, ho provato un’emozione unica».

Stasera vi attende un’altra squadra finlandese, il Kuusamo.

«Rispetto al Vampula è più forte, più combattivo, più esperto. Ma quando giochiamo la nostra pallavolo, tutto è possibile. La nostra è una squadra giovane, ma non inesperta. Diverse compagne hanno giocato nelle loro nazionali e tra di noi c’è feeling. Tecnicamente, a livello individuale, siamo brave, ora si tratta di crescere come squadra e trovare la giusta chimica. Ci stiamo lavorando. Se avessimo voluto imporci singolarmente, avremmo scelto il tennis, non il volley».

Mercedesz Kantor: «Ho iniziato a palleggiare ancor prima di camminare»

Ora parliamo di te: in carriera hai percorso tutte le tappe fino alla Serie A2, sfiorando la promozione in A1 con Orvieto. Venire a Lugano sembra una scelta di rottura, una sfida inusuale. È così?

«Me lo chiedono tutti, anche sui miei canali social. La risposta è semplice: è stata l’offerta che mi è piaciuta di più, forse perché inaspettata. Mi è sembrato un progetto bello, nuovo. Volevo farne parte e non mi pento. Non è un passo indietro: tante brave straniere rendono il campionato svizzero interessante e poi posso giocare in una coppa europea. Un’esperienza all’estero ti regala tanto sotto vari aspetti. La Serie A1 rimane un mio sogno e sto facendo di tutto per realizzarlo. Vedremo. Mio padre mi ha insegnato a puntare alla luna, così magari raggiungo almeno il tetto della casa».

Tuo papà è Sandor Kantor, nazionale ungherese e star del campionato italiano con Forlì, Modena e Cuneo. Hai il volley nel sangue.

«Sono nata nel 1998, quando papà giocava a Modena, e di fatto sono cresciuta nelle palestre di tutto il mondo. Prima in Italia, poi per 4 anni in Giappone, quindi in Ungheria. Lui mi ha insegnato molto, ho imparato prima a palleggiare che a camminare. Ci sono tantissimi miei video da piccola in cui faccio il tifo per papà. È un’emozione che in pochi possono capire, ma mi piace essere considerata come Mercedesz e non come ‘‘figlia di’’».

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Lui ti ha anche allenata. E siete stati pure avversari. Meglio averlo dalla propria parte o contro?

«Mio padre è sempre stato bravissimo a separare la famiglia e lo sport. In palestra non ero sua figlia, ma una giocatrice come le altre. Affrontarlo e batterlo è stato bellissimo. Ma è stato fantastico anche vincere insieme lo scudetto Under 18 con Volleyrò Casal de’ Pazzi. La sensazione che ho provato dopo l’ultimo punto e dopo averlo abbracciato, ha rappresentato forse il momento più bello della mia vita. Per lui ho sudato, per lui ho pianto. In quell’istante ogni cosa era al posto giusto».

Chissà quanti campioni ti hanno presa in braccio da piccola...

«Ad esempio Andrea Lucchetta. Era compagno di mio papà a Modena e l’anno scorso l’ho rivisto per la prima volta dopo una vita. Mi sono presentata ed è rimasto a bocca aperta. È la reazione che hanno tutti, da De Giorgi a Gardini, passando per Mastrangelo. Sono cresciuta nelle palestre con questi personaggi».

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Momento gossip: a Lugano hai trovato l’amore...

«Sì, anche se ero venuta in Ticino per concentrarmi sui miei obiettivi, tra sport e studio. Poi, qualche settimana dopo essere arrivata qui, ho incontrato Nikola, giocatore dei Lugano Tigers di basket. Ci siamo conosciuti in sala pesi grazie al nostro comune preparatore Wilson. È stato un colpo di fulmine inatteso, seguito da un lungo (suo) corteggiamento. Parliamo tanto di sport, di quello che ci succede in campo. Suo padre era pallavolista, quindi conosce la mia materia. Io comincio a capire il basket e devo dire di essere molto dotata anche sotto canestro».

Parlaci del tuo canale YouTube...

«Si chiama Volley Addicted MK11. È nato dalla proposta di alcuni ragazzi milanesi. Inizialmente ho detto no, poi mi hanno convinta. Cercavano una ragazza che trasmettesse ciò che prova prima e dopo una partita. Parlo di pallavolo e del Lugano. Quindi seguitemi!».

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