Michael Jordan, Netflix e le pazzie dei collezionisti

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Il documentario dedicato ai Chicago Bulls degli anni Novanta ha avuto un impatto notevole sulla vendita di oggetti legati alla superstar del basket NBA

Michael Jordan, Netflix e le pazzie dei collezionisti
© AP Photo/MIchael Green

Michael Jordan, Netflix e le pazzie dei collezionisti

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Il successo su scala mondiale di «The Last Dance», il documentario di Netflix e ESPN dedicato a Michael Jordan e ai Chicago Bulls degli anni Novanta (le ultime due puntate verranno messe a disposizione domani), ha avuto un enorme impatto sulle vendite di oggetti legati alla leggendaria superstar della NBA. Alcuni di questi vengono ora trattati sulla base di centinaia di migliaia di dollari.

«Il tempismo è essenziale. E il momento buono è proprio questo», sentenzia il collezionista Jordan Geller. Oggi questo signore diventerà certamente più ricco di almeno 240 mila dollari, grazie alla vendita all’asta, curata da Sotheby’s, di un paio di scarpe «Air Jordan 1», il primo modello creato dalla Nike per Michael Jordan, quando il fenomeno statunitense, icona dello sport moderno, si apprestava a debuttare in NBA nel 1984. In questo caso non si tratta di scarpe qualsiasi, ma di un paio effettivamente indossato dal numero 23 dei Chicago Bulls in una partita di campionato. La loro vendita potrebbe stabilire un nuovo record per delle calzature sportive. Il primato, stabilito lo scorso anno da un paio di rarissime «Nike Moon Shoe» (un modello prodotto a mano nel 1972 in soli dodici esemplari) ammonta a 437.500 dollari. In passato, diverse Air Jordan sono state acquistate a cifre esorbitanti, così come maglie e figurine riguardanti Jordan.

Sulla piattaforma di rivendita di scarpe StockX, il modello «Air Jordan 1 Chicago» si vende ormai a 1.500 dollari, contro i 900 di marzo (il primo episodio di «The Last Dance» è stato diffuso il 19 aprile). «Questo aumento di richiesta e di prezzo è evidentemente dovuto al successo del documentario, trattandosi di un modello che è sul mercato da diversi anni», spiega Jesse Einhorn, economista di StockX.

Ad inizio maggio una figurina da collezione dell’editore Fleer, raffigurante Michael Jordan e datata 1986, è stata venduta a 96 mila dollari da Heritage. Una cifra folle, considerando che a inizio anno la si poteva acquistare per «soli» 20 o 30 mila dollari.

L’effetto Netflix va al di là del mondo dei collezionisti. Le vendite degli articoli dei Chicago Bulls sono ad esempio aumentate del 400% rispetto allo scorso anno sul sito di merchandising sportivo Fanatics.

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