Per Massagno la Coppa comincia prima

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La SAM a Neuchâtel per l’unico ottavo di finale sorteggiato - Dusan Mladjan: «Mentalità vincente? Siamo sulla buona strada»

Per Massagno la Coppa comincia prima
©CdT/Chiara Zocchetti

Per Massagno la Coppa comincia prima

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Tempo finalmente di Coppa svizzera per il basket rossocrociato. Grande assente della stagione sinora, la Coppa prenderà il via mercoledì e vedrà la Spinelli Massagno impegnata a Neuchâtel per l’unico ottavo di finale in programma. Ricordiamo che non potendo giocare causa pandemia le squadre delle leghe minori, la federazione ha optato per un formato riservato alle squadre della massima serie. Essendo queste nove, si reso necessario «creare» un ottavo per due, qualificando le altre invece direttamente ai quarti. E l’urna ha pescato proprio la SAM, impegnata alla Riveraine e più avanti, in caso di passaggio del turno, pronta a ricevere Friburgo. Insomma, non un sorteggio dei più fortunati: «In effetti – spiega il topscorer massagnese Dusan Mladjan – l’ottavo ce lo saremmo volentieri evitati, in trasferta poi. Ma inutile recriminare, dobbiamo andar a Neuchâtel e vincere. Sarà dura, perché loro potrebbero schierare due nuovi stranieri (il tesseramento potrebbe arrivare in queste ore ndr.) e sono reduci da una bella vittoria. In generale è una squadra preparata. In più la Coppa non è mai evidente, per il semplice fatto che si tratta di una partita da dentro e fuori. Ma noi saremo pronti, su questo non ho dubbi».

Questo perché la Spinelli, dopo un momento di appannamento, sembra aver ritrovato il ritmo giusto: «Sì, però vorrei aggiungere una cosa. Delle squadre di vertice, siamo quella con il budget più basso, con meno professionisti nella rosa e, fino al rientro di Slokar, con meno stranieri. Era più che normale che sarebbe arrivato un periodo difficile, ma se guardiamo bene oggi abbiamo 11 vittorie e 3 sconfitte, e queste tutte arrivate di un soffio. Niente male direi, anche considerando che comunque, stranieri compresi, siamo per lo più giovani o con poca esperienza di vittorie o finali».

Quel tipo di mentalità che arriva solo grazie all’esperienza propria o degli altri: «Io, Slokar e mio fratello Marko parliamo tanto con i nostri compagni, siamo consapevoli che l’attitudine vincente è un processo che si crea con il tempo, non è mai immediato, e coinvolge tutti, non solo chi va in campo. Friburgo e Ginevra sono almeno 10/15 anni avanti a tutti in questo senso e i risultati si vedono. Qui a Massagno siamo all’inizio, ma quello che stanno costruendo Gubitosa e i dirigenti, con una squadra ticinese, è davvero ottimo, va in questa direzione e mi fa sentire giovane».

Già, uno dei segreti di Dusan è che sembra non invecchiare mai: «La verità è che essendo un tiratore ho sicuramente consumato meno il mio fisico rispetto ad altri tipi di giocatore. Ma come dicevo è l’ambiente a stimolarmi. Alla SAM ho trovato una famiglia, c’è una coesione molto forte in spogliatoio e anche fuori, giochi con il sorriso sulle labbra, un po’ come quando ero ancora cadetto e pensavo solo a giocare e meno al risultato». Quello, magari, questa sera invece lo guarderà, lui come i compagni. Perché i sorrisi sono ancora più larghi quando a passare il turno sei tu.

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