Quirici: «L’insegnamento e le nuove sfide da gestire»

Golf

Dopo aver lasciato la direzione sportiva di Swiss Golf, il professionista malcantonese del GC Lugano si confida con il «Corriere del Ticino»

Quirici: «L’insegnamento e le nuove sfide da gestire»
Paolo Quirici, professionista del GC Lugano, per sei anni è stato direttore sportivo di Swiss Golf. CdT/Archivio

Quirici: «L’insegnamento e le nuove sfide da gestire»

Paolo Quirici, professionista del GC Lugano, per sei anni è stato direttore sportivo di Swiss Golf. CdT/Archivio

Quirici: «L’insegnamento e le nuove sfide da gestire»

Quirici: «L’insegnamento e le nuove sfide da gestire»

Paolo Quirici, che da pochi mesi non è più direttore sportivo di Swiss Golf, ci parla di uno sport che sta attraversando un momento delicato, almeno alle nostre latitudini. Ci sono nuove sfide da intraprendere. Ci sono i club (un centinaio), l’Associazione dei golfisti indipendenti (ASGI) e Migros. Non sempre gli interessi degli uni e degli altri collimano. Dove porterà la collaborazione che è ormai stata istituzionalizzata?

«Negli ultimi anni ci sono stati grandi cambiamenti nel golf. Io posso dire di averli vissuti in prima persona. Nei sei anni in cui ho svolto l’attività di direttore sportivo ho cercato di dare un’impostazione precisa al mio lavoro. Ho dato molta importanza al sistema regionalizzato, che permette un contatto diretto e più immediato per la formazione e la crescita dei giocatori. Mi sono però anche battuto per la creazione di un centro nazionale, che a mio avviso ancora manca in Svizzera. In particolare su questo aspetto, il nuovo comitato di Swiss Golf ha un’opinione diversa dalla mia. Questa, fondamentalmente, è stata la ragione per la quale le nostre strade si sono separate», afferma il professionista malcantonese.

Il tassello mancante

Quirici parla dell’attuale sistema a cui mancherebbe un tassello fondamentale. «Sì, in sintesi non si è voluta accogliere una sfida per me fondamentale per dare un impulso allo sport agonistico. Io ho sempre creduto nell’importanza di realizzare un centro dove potessero esserci sinergie con la formazione dei maestri, giocatori, coach, coach fisici, club’s manager, capitani juniores e quant’altro. Il sistema regionalizzato, per quanto necessario e fondamentale, visto il plurilinguismo e le diversità culturali svizzere, finisce purtroppo per trovare un capolinea. Il concetto che avevo presentato richiedeva la creazione del Centro Nazionale».

In passato Quirici aveva suggerito l’idea di ispirarsi a diversi modelli. In un primo tempo aveva parlato con entusiasmo di quanto era stato fatto nei Paesi scandinavi, Svezia in primis. Poi, più recentemente, aveva lodato soprattutto il sistema italiano.

«È vero, in Scandinavia erano riusciti a dare un bell’impulso al golf agonistico e questo malgrado il fatto che il Paese non godesse di particolari vantaggi da un punto di vista climatico. Avevano trovato il modo di spostare un certo numero di talenti nel sud della Spagna compreso il sistema di studio. In pochi anni avevamo assistito alla crescita di un bel numero di ottimi professionisti, con caratteristiche diverse rispetto a quelle dei britannici. La crescita dell’Italia, come ho già avuto modo di sottolineare, è più recente e più vicina a noi non solo da un punto di vista geografico. Dal 1989 l’Italia ha un centro nazionale a Roma. I risultati e gli sviluppi ottenuti a mio avviso sono importanti. Chi non conosce i nomi di Costantino Rocca, Edoardo e Francesco Molinari, Matteo Manassero, Francesco La Porta e Guido Migliozzi, per citarne solo alcuni. Presenze in Ryder Cup, vittoria di un Major, vittorie su più circuiti professionali e ai più alti livelli del dilettantismo. Certo, l’Italia è molto più grande rispetto alla Svizzera e ci sono molti più campi (242/98), il numero dei giocatori è però analogo al nostro (circa 100.000) con la differenza che, tra le loro fila, ci sono molti più giovani (CH 5% vs I 10%)».

Disciplina olimpica

Si parla di golf professionistico, ma anche di quello amatoriale. Tutti gli sport, ed il golf non fa certo eccezione, si sono professionalizzati.

«Il golf è una disciplina olimpica. Nella realtà nazionale svizzera il numero di giovani che intraprendono una carriera professionale è esigua. Di fatto il passo tra dilettantismo e professionismo è divenuto forse più grande e i livelli si sono allontanati».

C’è stato un periodo in cui diversi club applicavano il sistema del numero chiuso. Oggi questo è vero solo per un numero esiguo di club in Svizzera. «Il golf pubblico ha fatto passi da gigante. Il 45% dei golfisti svizzeri è legato allo sport pubblico (indipendenti). I circoli spesso soffrono per la diminuzione del numero dei soci e/o la difficoltà di fidelizzarne di nuovi. I membri di club restano un tassello importante, la forza indispensabile per l’attività amatoriale di un circolo e di fatto per la presenza dei percorsi. I club dovrebbero essere in grado di soddisfare le esigenze, spesso diverse, di tutti suoi affiliati e questo richiede evidenti sforzi».

In un periodo delicato come questo, caratterizzato da una lunga pausa primaverile dovuta alla pandemia, il golf ha dovuto chiudere le strutture. La ripresa sarà legata anche ad altri settori della nostra realtà sociale ed economica. «Paradossalmente si spera in una ripresa e nelle ricadute di quel turismo nazionale che non potrà forse viaggiare verso l’estero. Ma questo è ancora un altro discorso».

Da quando ha lasciato la direzione sportiva di Swiss Golf come vede Quirici il suo futuro di professionista? “In questo momento, dove la vita sportiva di ogni genere sembra essersi fermata, c’è una giustificata preoccupazione. Mi auguro che si riprenda presto la vita ed i ritmi normali. Attualmente insegno al Golf Club Lugano, il club dove sono cresciuto golfisticamente. L’insegnamento mi è mancato negli anni del lavoro in Federazione e sono felice di poter riprendere. E’ un lavoro, una passione, stimolante e mi permette di passare quanto appreso in oltre 45 anni di gioco e professione agli allievi».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: TuttoSport
  • 1
  • 1