«Sarà importante restare con il gruppo dei migliori»

Ciclismo

Marc Hirschi non figura tra i favoriti per la conquista della medaglia iridata che sarà assegnata domani: «Essere tra gli outsider potrebbe avvantaggiarci, se io e Stefan Küng vogliamo metterci in luce dovremo aiutarci»

«Sarà importante restare con il gruppo dei migliori»
ll bernese Marc Hirschi era salito sul podio nell’edizione dei Mondiali dello scorso anno ad Imola.

«Sarà importante restare con il gruppo dei migliori»

ll bernese Marc Hirschi era salito sul podio nell’edizione dei Mondiali dello scorso anno ad Imola.

I Mondiali si concludono con le corse in linea e nelle Fiandre c’è molta attesa. A chi andranno le maglie iridate? Parliamo al plurale, perché prima della gara dei professionisti, in programma domani (il via alle 10.25) oggi si corrono le competizioni femminili: la prova delle juniores alle 8.15 e quella delle donne élite alle 12.20. In ottica elvetica la pressione è moderata. Due corridori possono far bene, ma non figurano nel novero dei favoriti. Marc Hirschi e Stefan Küng si presentano con spirito combattivo, ma anche con la consapevolezza che in questo momento gli occhi sono puntati su altri campioni. Soprattutto sul belga Wout van Aert, ma anche sul suo giovane connazionale Remco Evenepoel. Eventualmente, sul francese Julian Alaphilippe, campione in carica. Senza dimenticare gli olandesi, in primis Mathieu van der Poel. O magari gli azzurri, Sonny Colbrelli e Matteo Trentin. E poi c’è ancora lo slovacco Peter Sagan, uno che ama, vive e sente il Mondiale più di ogni altra corsa, tanto da averlo vinto per tre anni di fila dal 2015 al 2017.

Spazio per le sorprese

Insomma, la lista dei pretendenti al titolo è lunga. E c’è anche spazio per le sorprese. Per questo Hirschi, tornato al successo settimana scorsa in una tappa del Giro del Lussemburgo (il bernese ha chiuso secondo nella generale) non parte battuto. La medaglia di bronzo della scorsa edizione, rivelazione dell’anno nel 2020, non ha nulla da perdere. «Non è stato un anno facile, ma non posso neppure dire di avere perso completamente la forma - dice il corridore della UAE Emirates, la squadra di Mauro Gianetti - . Però nelle scorse settimane ho avvertito di essere in crescendo. E questo fatto mi ha stimolato in vista delle gare che mi attendono». Campione del mondo U23 nel 2018, l’elvetico sente di avere le possibilità di lottare per un posto con i migliori. «Sarà importante riuscire a restare con il gruppo di testa. E non sono l’unico svizzero che ha questo obiettivo. Anche Stefan Küng parte con il mio stesso intento. Essere outsider potrebbe avvantaggiarci. Entrambi ne siamo consapevoli. Dovremo essere attivi e stimolarci a vicenda. Poi, ai Mondiali, capita spesso che i favoriti non vincano. Sono marcati stretti. Sono sorvegliatissimi».

La forza e la tattica

Un concetto ribadito anche dall’allenatore nazionale Michael Albasini: «È importante che Marc, così come Stefan, non si lascino staccare prima del finale. A fare la differenza, oltre alla forma del momento, c’è anche la tattica. E gli elvetici, in questo senso, non devono essere sottovalutati».

Un Mondiale non può certo essere paragonato a un Europeo. Ma due settimane fa, nella gara continentale, Hirschi ha chiuso con un onorevolissimo sesto posto. È stato capace di mettersi in luce. E, soprattutto, ha riscoperto le dinamiche positive che in questa stagione gli erano spesso venute meno. Il tracciato di 268,3 km tra Anversa e Lovanio (ndr: Leuven in fiammingo e Louvain in francese) è esigente. Spuntarla non sarà facile. Wout van Aert, idolo locale, sarà spinto da un pubblico appassionato. «Ci attendiamo la presenza di tanti spettatori, tra i 200.000 e i 400.000», ha detto Tomas Van den Spiegel, l’organizzatore del Giro delle Fiandre, che è associato a questo appuntamento mondiale.

Quasi un centenario

Gli storici del ciclismo su un punto sono d’accordo. Il primo nome nell’albo d’oro dei Mondiali è quello di Alfredo Binda («il campionissimo») vincitore nel 1927. Gli organizzatori dei Mondiale 2021 nelle Fiandre e l’Unione ciclistica internazionale (UCI) hanno però scelto di privilegiare un’altra data, il 1921. In quell’anno si disputarono i primi campionati del mondo su strada senza i professionisti. Ecco perché stasera a Lovanio ci sarà una serata di gala speciale alla quale sono stati invitati tanti campioni del passato tra uomini e donne. Sì, perché anche il ciclismo femminile ha una storia e una sua vitalità.

Attenti alla Reusser

Sul fronte elvetico oggi sarà da tenere d’occhio Marlen Reusser con le sue cinque compagne di squadra. Argento nella cronometro, la nostra campionessa cercherà di tenere testa alle favoritissime olandesi. Se Anna van der Breggen (detentrice del titolo) non è al massimo della forma, Ellen van Dijk e Annemiek van Vleuten sembrano motivatissime.

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