Podismo

Scavando nell’anima dello Scenic Trail

La «più bella gara d’Europa» e i suoi protagonisti fra passione, fatica e soddisfazione – Walter Manser si impone nella prova regina ma c’è gloria anche per gli atleti ticinesi e per il Gruppo Corriere del Ticino - LE FOTO

Scavando nell’anima dello Scenic Trail
(Foto Gianocca)

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(Foto Gianocca)

Scavando nell’anima dello Scenic Trail
Il CEO del Gruppo Corriere del Ticino Alessandro Colombi

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Il CEO del Gruppo Corriere del Ticino Alessandro Colombi

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Il direttore operativo del CdT Paride Pelli

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Il direttore operativo del CdT Paride Pelli

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Arriva con il volto sorridente, di un sorriso pieno e tranquillo di chi sembra in pace con se stesso, accompagnato per mano dalla figlioletta che lo spinge letteralmente oltre lo striscione d’arrivo. L’elvetico Walter Manser, che sabato ha vinto per la seconda volta consecutiva la prova regina dello Scenic Trail, non giunge stremato dallo sforzo, sebbene abbia appena compiuto un’impresa straordinaria: 113 chilometri a corsa con 7.400 metri di dislivello, portati a termine in 15 ore e 52 minuti e 35 secondi.

Un tempo leggermente superiore rispetto a quello dello scorso anno: «Sono comunque contento del mio risultato, perché un paio di mesi fa, durante un allenamento, mi sono infortunato a un piede e ho ripreso ad allenarmi seriamente soltanto da tre settimane». Malgrado la distanza notevole, che dovrebbe indurre alla prudenza, la gara ha visto una partenza molto veloce da parte dei favoriti: «È stato il momento più difficile», ci confida ancora il 42.enne appenzellese. «Ero indeciso se seguire il gruppo di testa oppure se procedere al mio passo: ho scelto la prima opzione e sono riuscito comunque, nel prosieguo della gara, ad imporre il mio ritmo». Il secondo classificato è lo sciatore Jonas Russi di Andermatt, che malgrado nome e luogo non è imparentato con il grande Bernhard campione olimpico di discesa, giunto a 1.11’42’’ da Manser, mentre il terzo ad arrivare sul traguardo di Tesserete è l’italiano Giuliano Cavallo che ha portato a termine il suo sforzo in 17.37’50’’. Al femminile altra vittoria rossocrociata con una splendida Denise Zimmermann (19.36’57’’), che ha chiuso davanti all’olandese Susan Van Duijl e all’italiana Melissa Paganelli. La «K54 Trail», che con 3.800 metri di dislivello ha percorso anch’essa le più belle creste del magnifico anfiteatro che fa da cornice alla plaga luganese, ha invece visto il turgoviese Raphael Sprenger tagliare il traguardo per primo con il tempo finale di 6.11’20’’, davanti all’iberico Aleix Toda Mas e al lituano Modestas Bacys. Brillante quarto posto per Edo Rossetti di Locarno (6.36’43’’). Tra le donne affermazione della francese Stéphanie Manivoz (7.12’35’’), con seconda la britannica Gemma Carter e terza la svizzera Lisa Gremaud. Anche qui splendido quarto posto per una ticinese, Federica Meier-De Vecchi (8.22’12’’). Il ceco Tomás Buryska e l’olandese Renee Cardinaals si impongono invece nella «K27 Trail» con percorso fino a Bogno, così come Gioele Chiodoni e Anne-Valérie Luyet nella «K18 Trail». Da ultimo la «K4 Vertical» dal profilo impressionante (4,5 km/+880 m): qui a dominare sono stati gli atleti di casa Roberto Delorenzi (36’) e Paola Stampanoni (45’16’’) che grazie a queste affermazioni hanno messo la classica ciliegina sulla manifestazione, che è stata un successo sotto ogni punto di vista.

Questi i protagonisti. Poi ci sono le storie. Le storie degli altri 2750 atleti che in questo weekend di fatica e passione si sono spesso trovati nella situazione di dover scavare nel doppio fondo della propria anima. Atleti che come formichine hanno percorso i sentieri aperti di una regione paesaggisticamente straordinaria, mettendosi alla prova in un contesto sportivo in cui più che il cronometro, o l’avversario, assume importanza il dialogo con se stessi, la capacità di attingere a quella forza e a quelle energie nascoste che permettono di non mollare. Ma che alla fine sono il vero significato, la forza e il senso del tutto.

Tra questi anche il CEO del gruppo Corriere del Ticino Alessandro Colombi e il direttore operativo del CdT Paride Pelli. Pelli ha completato la «K27 Trail» in poco più di 7 ore, mentre una vera e propria impresa è stata compiuta da Colombi che ha concluso la «K54 Trail» in 12 ore. Proprio il CEO, stanco ma felice, ha dichiarato: «Qualche volta dobbiamo provare a superare i nostri limiti, sono contento che il Gruppo Corriere del Ticino ha preso parte a questa manifestazione che valorizza fortemente il territorio ticinese e lo fa conoscere in tutto il mondo».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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