«Sono un appassionato di calcio con la pallacanestro nel cuore»

Basket

Parla Fabio Regazzi, nuovo presidente della SAM Massagno: «Ambiziosi sì, ma con i piedi per terra»

«Sono un appassionato di calcio con la pallacanestro nel cuore»
Fabio Regazzi in versione calciatore al torneo dei parlamentari nazionali © CdT/Chiara Zocchetti

«Sono un appassionato di calcio con la pallacanestro nel cuore»

Fabio Regazzi in versione calciatore al torneo dei parlamentari nazionali © CdT/Chiara Zocchetti

È Fabio Regazzi il nuovo presidente della Sambasket Massagno. Imprenditore, politico, membro del CdA dell’HC Lugano e già presidente ad interim del Team Ticino di calcio, il 57.enne locarnese ha sempre avuto la pallacanestro nel cuore. Lo abbiamo intervistato.

Signor Regazzi, ci parli del suo rapporto con il basket.

«La mia più grande passione è il calcio, che ho praticato a lungo e con il quale mi cimento ancora quando posso. Le mie prime esperienze sportive, però, sono state su un campo da basket. Ho giocato nelle giovanili della Star Gordola, agli inizi del movimento. La mia compagine era denominata Atomi. Se non sbaglio segnai il primo canestro in assoluto di quella squadra, in una partita contro la Muraltese. In seguito, di canestri, non ne feci più tanti. E dopo alcuni anni il calcio prese il sopravvento».

Ma il basket si è ripresentato sotto altre forme...

«È vero, ha continuato a piacermi. Oggi, ad esempio, amo guardare la NBA. Inoltre seguivo le nostre squadre all’epoca del cosiddetto boom del basket ticinese. Con la mia azienda, a cavallo degli anni 2000, sostenemmo finanziariamente la squadra femminile della Star Gordola. Per qualche stagione si chiamò proprio così: Regazzi Gordola. Non ero il presidente, rappresentavo solo il main sponsor. Personalmente ero vicino alle ragazze, ricordo anche una trasferta a Friburgo nel 2003, per una finale di Coppa Svizzera persa contro il Troistorrents».

E adesso la SAM. Gli impegni non le mancano di certo: troverà il tempo per il club della collina?

«Io dico sempre che chi ha meno tempo, ha più tempo, perché è abituato a trovarlo. Spesso sono proprio le persone che hanno poco da fare a dirti che non hanno mai tempo. Battute a parte, il mio sarà soprattutto un ruolo di rappresentanza. La società funziona bene, è sana, poggia su solide basi e ha un movimento giovanile meraviglioso, che mi sta particolarmente a cuore. Anche l’interim garantito da Patrick Manzan, dopo le dimissioni di Luigi Bruschetti, è andato benissimo. Entrare per risanare o per rimettere in piedi un club sarebbe stato un altro discorso. L’impegno con il Team Ticino, nel bel mezzo delle diatribe, è stato assai più gravoso».

Quando ha accettato l’incarico?

«Era già tutto deciso da un po’ di tempo, ma non volevo che la mia nomina venisse strumentalizzata in ottica elettorale. Ho chiesto che l’annuncio venisse fatto dopo le federali di ottobre. La politica mi terrà parecchio occupato, ma a Massagno sanno benissimo che io non potrò essere presente quotidianamente e neppure settimanalmente. Credo comunque di poter aiutare questa bella realtà con la mia esperienza manageriale».

Nel comitato direttivo del club entra anche Dario Spinelli. La Spinelli Holding diventa inoltre «title sponsor» della prima squadra, da oggi denominata ufficialmente Spinelli Massagno. Lei può dircelo per esperienza: cosa significa sponsorizzare uno sport come il basket in Ticino?

«Tanto di cappello a Dario Spinelli. Chi sponsorizza una squadra di basket da noi non lo fa per avere un ritorno commerciale, ma perché è legato al territorio, alla vita del comune, e vuole dare il suo contributo, promuovendo lo sport tra i giovani. Questo ruolo sociale delle aziende mi è sempre piaciuto molto. Per me, come presidente, è importante poter iniziare questo percorso con un sostegno così importante. È un bel segnale per tutti. Così come è un bel segnale quello lanciato dal sindaco di Massagno, Giovanni Bruschetti, al mio fianco in questa nuova avventura cestistica».

Quella allenata da Robbi Gubitosa è la Sambasket Massagno più ambiziosa di sempre: Fabio Regazzi potrebbe diventare il primo presidente ad alzare un trofeo, settore giovanile escluso. Ci aveva pensato?

«Sarebbe bello, ma al tempo stesso mi sembrerebbe di togliere qualcosa a Luigi Bruschetti, che ha ricoperto questo ruolo per tanti anni portando la SAM dove è oggi. Detto questo, restiamo con i piedi per terra. Nello sport è giusto ambire alla vittoria, ma è presto per parlare di titoli e coppe. La concorrenza è elevata, ci sono società con più tradizione e potenziale. Daremo battaglia, senza perdere di vista la storia e le fondamenta del club».

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