Corsa d’orientamento

Svizzera d’argento in staffetta

Il bilancio rossocrociato dei primi mondiali esclusivamente boschivi è di 4 medaglie: due arrivate da Simona Aebersold (bronzo nella long e argento nella middle), una da Daniel Hubmann (bronzo nella long) e l’ultima, d’argento, conquistata da Sabine Hauswirth, ancora la Aebersold e Julia Jakob in staffetta

 Svizzera d’argento in staffetta
(Foto Keystone)

Svizzera d’argento in staffetta

(Foto Keystone)

SARPSBORG - La Svizzera chiude i campionati mondiali di orientamento in Norvegia con la medaglia d’argento nella staffetta femminile. Solo sesti gli uomini, mai entrati nella lotta per le medaglie. Il bilancio rossocrociato dei primi mondiali esclusivamente boschivi è di 4 medaglie: due arrivate da Simona Aebersold (bronzo nella long e argento nella middle), una da Daniel Hubmann (bronzo nella long) e l’ultima, d’argento, conquistata da Sabine Hauswirth, ancora la Aebersold e Julia Jakob in staffetta.

La staffetta femminile ha avuto quali protagoniste le ragazze svizzere e le svedesi, date per grandi favorite e subito portatesi al comando nella prima tratta con Lina Strand, seguita dalla svizzera Hauswirth. Nella frazione centrale, la fuoriclasse Tove Alexandersson, partita con 40 secondi di vantaggio, ha dovuto inchinarsi alla sbarazzina Simona Aebersold, che l’ha dapprima raggiunta e poi superata, per lanciare in terza frazione Julia Jakob, con un lieve margine di 6 secondi.

La Jakob, accollandosi tutto il lavoro tecnico, ha trascinato con sé la svedese Karolin Ohlsson, restatale appiccicata lungo tutto il percorso. Conscia della forza della Ohlsson negli sprint al traguardo, Julia Jakob ha forzato nel bosco per cercare di scrollarsela dalle calcagna, ma non è riuscita ad aver ragione della combattiva svedese, che l’ha facilmente sorpassata nel finale. Il bronzo è andato alla squadra della Russia.

Alla Svizzera non è stata di aiuto la strana situazione che l’ha vista dover gareggiare nella tratta conclusiva sulle stesse biforcazioni della Svezia ai punti di controllo. Le ragazze svizzere non sono così riuscite a difendere il titolo conquistato lo scorso anno in Lettonia da Elena Roos, Julia Jakob e Judith Wyder, ma si conferma fra le squadre più compatte del momento, visto che si è potuta permettere di lasciar fuori dalla staffetta la ticinese Elena Roos.

Gli uomini svizzeri, con Norvegia e Svezia dati nelle previsioni fra i possibili medagliati, hanno buttato al vento già in prima frazione le loro chances di ben figurare. Il primo frazionista Florian Howald, che doveva solo mantenere il contatto con i battistrada, è incappato al terzo punto di controllo in un errore gravoso, che l’ha fatto perdere di vista il gruppo di testa, e cambiare in seconda frazione con un minuto e mezzo di ritardo, difficile da recuperare. In seconda tratta, Martin Hubmann, che ha sostituito l’infortunato Matthias Kyburz, è però riuscito a riagganciare il gruppetto degli inseguitori di Norvegia e Finlandia, che si erano portate al comando, e dietro Francia e Cechia, ha recuperato ben 9 posizioni, inserendosi in quinta posizione parziale. La tratta finale ha ribaltato di nuovo la classifica, per un errore gravoso del norvegese Magne Daehli e del finlandese Miika Kirmula, entrambi sorpassati dallo svedese Gustav Bergman, che terminava indisturbato la gara, conquistando l’oro per la Svezia e un titolo inseguito sin dal 2014.

Seconda la Finlandia e terza la Francia, mentre Daniel Hubmann per la Svizzera non riesce a tenere il ritmo degli altri atleti e chiude al sesto rango una staffetta nella quale puntava alla medaglia. Grande delusione per la Svizzera, ma enorme delusione anche per la Norvegia, che dopo la seconda frazione di Olav Lundanes sembrava avviata ad una vittoria sicura; perdendo oltre 3 minuti per l’errore di Magne Daehli, la Norvegia resta fuori dal podio, per un quinto rango che ha ammutolito nell’arena d’arrivo i 10000 spettatori accorsi per incitare i padroni di casa, malgrado la pioggia battente.

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