52 milioni per favorire l’istruzione nei Paesi poveri

Consiglio federale

Berna ha esteso la sua collaborazione al Partenariato globale per l’educazione per il periodo 2021-2025

52 milioni per favorire l’istruzione nei Paesi poveri
© EPA/KIM LUDBROOK

52 milioni per favorire l’istruzione nei Paesi poveri

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L’istruzione contribuisce a ridurre la povertà e le disuguaglianze, stimola la crescita economica ed è fondamentale per uno sviluppo sostenibile. Per tutti questi motivi, il Consiglio federale ha deciso oggi di contribuire nuovamente con 52 milioni di franchi al Partenariato globale per l’educazione (Global Partnership for Education, GPE) per il periodo 2021-2025.

In quanto fondo centrale e globale, il GPE ha permesso di rafforzare i sistemi educativi nei Paesi a basso reddito fin dalla sua fondazione nel 2002, si legge in una nota governativa odierna.

Il GPE svolge, secondo l’esecutivo, un ruolo centrale nel raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile «istruzione di qualità» dell’Agenda 2030, obiettivo in sintonia con gli obiettivi di politica estera della Svizzera. Per questo la Confederazione ha deciso di sbloccare 52 milioni, somma che verrà annunciata ufficialmente al Global Education Summit che si terrà a Londra alla fine di luglio e il cui obiettivo è raccogliere 5 miliardi di dollari per attenuare le conseguenze negative dell’attuale crisi dei sistemi di istruzione nei Paesi in via di sviluppo.

Secondo le Nazioni Unite, infatti, nonostante i grandi progressi fatti nel corso degli ultimi decenni, 258 milioni di bambini e giovani non hanno ancora accesso all’istruzione. La situazione è più difficile per le bambine e le ragazze e per tutti i minori che vivono in zone di conflitto o sono costretti a fuggire.

Ma anche la qualità dell’istruzione rappresenta un problema: spesso alla fine della scuola primaria le allieve e gli allievi sanno a malapena leggere e scrivere. La pandemia ha reso ancora più precario lo stato dell’istruzione nei Paesi a basso reddito.

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