A quando il picco dei contagi in Svizzera?

Coronavirus

L’Ufficio federale della sanità parla di possibili diminuzioni da fine maggio - Le spiegazioni e i pronostici di un esperto dell’Università di Berna

A quando il picco dei contagi in Svizzera?
© CdT/ Chiara Zocchetti

A quando il picco dei contagi in Svizzera?

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Le prognosi non sono sempre azzeccate. In ambito epidemiologico sono anzi anche controverse. Mercoledì, a Berna, però, anche l’Ufficio federale della sanità pubblica ha azzardato una previsione: durante la conferenza stampa dedicata alle ultime decisioni per far fronte all’emergenza coronavirus, Patrick Mathys, della Sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale, ha affermato che è possibile che il picco dei contagi in Svizzera arrivi a metà maggio. «Da fine maggio il numero di casi potrebbero diminuire fortemente. Dipende da quanto effetto avranno le misure prese», ha affermato.

Il parametro R0

Christian Althaus, dell’Istituto di medicina preventiva e sociale dell’Università di Berna, è un esperto della simulazione di propagazione di malattie. Anche secondo i suoi modelli matematici nel mese di maggio si potrebbe arrivare al massimo delle infezioni. I suoi calcoli, ci tiene a sottolineare, danno però solo una stima.

Un parametro importante in un’epidemia o pandemia di una malattia infettiva è il cosiddetto R0, ovvero il «numero di riproduzione di base», che rappresenta il numero medio di contagi secondari prodotti da ciascun individuo infetto in una popolazione mai venuta prima a contatto con il nuovo patogeno.

Due scenari

«Dal 25 febbraio si simulano due scenari», ci spiega Althaus. Uno è quello in cui non sono scelte, da parte delle autorità, misure drastiche di isolamento sociale in tutto il Paese. In questo scenario ci si riferisce a un R0 pari a 2.2, che indica che ogni persona infettata passa il virus ad altre due. «Lo scenario corrisponde alla situazione venutasi a creare a Wuhan al principio dell’epidemia». Non si dovessero prendere misure più drastiche di quelle finora prese da Berna, e con un R0 dunque che rimane «forse in zona 2.2, e sicuramente non inferiore a 1.5» il picco dei contagi è previsto appunto per maggio (cfr. la curva rossa nel grafico sotto). Con forti restrizioni di isolamento delle persone il parametro R0 equivarrebbe invece appunto a 1.5, con una riduzione dei contagi del 32% e un picco (ma con molti meno casi) previsto per luglio.

Il grafico inserito qui sotto, concepito da Althaus per dare un’idea di quello che potrebbe succedere, mostra la quantità di nuovi contagi al giorno sul totale delle infezioni. Nello scenario peggiore (quindi con l’R0 pari a 2.2, curva rossa) è previsto che nel periodo di massimo contagio, in un giorno si verifichi il 3% di tutte le infezioni. Nel migliore dei due scenari l’1%.

«La Cina ha agito in maniera drastica e anche in fretta», ricorda Althaus. «Ciò ha permesso di ridurre il parametro R0 ottenendone uno pari a 0.3 circa». Oggi il virus nel Paese asiatico non è sparito, ma la situazione è parecchio migliorata. E mentre nel resto del mondo i contagi aumentano, in Cina infatti diminuiscono. «La Svizzera invece è esitante. Attualmente si calcola che il numero delle persone contagiate raddoppi di settimana in settimana. Come successo a Wuhan agli inizi della crisi sanitaria».

«L’Italia ha capito»

«Se la politica deciderà di ridurre il parametro R0 a meno di 1 è da vedere», aggiunge l’esperto, che si augura presto un cambio di marcia che preveda «una forte restrizione della mobilità e dei contatti». «L’Italia l’ha capito, - dice - ora dovranno seguire gli altri Paesi europei». Secondo l’esperto non è invece possibile dire in che modo le predisposizioni annunciate mercoledì pomeriggio dal Governo ticinese - in particolare la chiusura delle scuole post-obbligatorie e di luoghi come discoteche e teatri - vanno a influenzare i calcoli. «È difficile dire quali restrizioni funzionano meglio. Di sicuro più si fa e meno sono le probabilità di avere contagi».

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