«Abbiamo un nemico comune, che è la pandemia»

Votazioni

Alain Berset esprime soddisfazione dopo i risultati odierni – Due delle tre raccomandazioni di voto del Consiglio federale sono state ascoltate

«Abbiamo un nemico comune, che è la pandemia»
© KEYSTONE/Peter Klaunzer

«Abbiamo un nemico comune, che è la pandemia»

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Due delle tre raccomandazioni del Consiglio federale (sì alla legge COVID-19 e no all’iniziativa sulla giustizia) sono state seguite oggi dal popolo. Accolta invece, contro il parere del governo, l’iniziativa sulle cure infermieristiche. Ecco come hanno reagito i ministri interessati all’esito delle votazioni federali odierne:

Cure infermieristiche
Il Consiglio federale prende atto della netta approvazione del popolo e dei cantoni dell’iniziativa «Per cure infermieristiche forti». Per il ministro della sanità Alain Berset, il «sì «dimostra come il popolo tenga a manifestare il suo appoggio agli infermieri per l’immenso lavoro svolto durante la pandemia. Anche per il Consiglio federale ci vuole personale curante qualificato a sufficienza e occorre mettere l’accento sulla formazione.

C’era un controprogetto approvato dal Parlamento, che con l’accettazione dell’iniziativa non entrerà in vigore, ha aggiunto Berset. Adesso il Dipartimento dell’interno farà una proposta su come si possa applicare il testo. A una domanda di una giornalista, il consigliere federale ha detto di non escludere che il governo possa riprendere alcuni aspetti del controprogetto, in particolare per quanto attiene alla formazione.

Iniziativa sulla giustizia
Per quel che concerne l’iniziativa sulla giustizia, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha dichiarato che il risultato odierno conferma come la fiducia della popolazione nei confronti delle istituzioni sia alta. «Il governo considera essenziale l’indipendenza del Tribunale federale», ha poi aggiunto rivolgendosi agli iniziativisti, che volevano introdurre un sorteggio per designare i giudici dell’alta corte e liberarli da vincoli politici.

«Il sistema non è perfetto», ha comunque ammesso la titolare del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Ci saranno altre discussioni politiche sul tema, ha assicurato la ministra sangallese, evocando per esempio la tassa di mandato, che i giudici sono soliti versare ai rispettivi partiti.

Legge COVID-19
Per quanto riguarda infine la legge Covid-19, Alain Berset non ha nascosto la sua soddisfazione. «A mia conoscenza la legge COVID è, in numeri assoluti, quella che ha maggiormente raccolto voti una volta sottoposta a referendum», ha detto. È la prova che la democrazia funziona: si è votato due volte in pochi mesi sull’argomento, un unicum al mondo. L’elevata partecipazione testimonia peraltro anche quanto la popolazione sia preoccupata.

Il via libera alla legge «permetterà di proseguire con gli sforzi contro la pandemia», sul fronte economico e sociale, ha proseguito il capo del Dipartimento federale dell’interno. Il certificato COVID permetterà di continuare a diminuire i rischi. Berset ha peraltro promesso che il governo non prolungherà le misure in vigore oltre quanto necessario.

Il consigliere federale friburghese ha pure lanciato un appello all’unità e al rispetto delle decisioni prese. «Il dibattito ci deve essere, ma non all’infinito», ha osservato. Bisogna anche aver cura della cultura della discussione in Svizzera: «la rabbia non fa parte di questo». «Abbiamo un nemico comune, che è la pandemia», ha ricordato il ministro della sanità.

Berset ha anche parlato della nuova variante africana del coronavirus. «Sappiamo ancora molto poco sulla mutazione», ha affermato il 49.enne. «Ma è una notizia molto negativa». Il pericolo è quello di avere due epidemie che si sviluppano in parallelo. La Confederazione ha reagito subito - per esempio emanando divieti di volo. Riguardo ad ulteriori restrizioni, Berset ha fatto sapere che l’esecutivo analizzerà la situazione. «Ci baseremo sui fatti, non sulle teorie», ha puntualizzato. E il Consiglio federale darà prova di una certa prudenza.

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