Accordo con l’Indonesia: il fautore del referendum non è deluso

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Il comitato per il no ha «già vinto prima ancora del voto, poiché ha dato il via al dibattito sugli accordi libero scambio» - Swissmem: «Accesso facilitato delle aziende svizzere a promettente mercato del futuro»

Accordo con l’Indonesia: il fautore del referendum non è deluso
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Accordo con l’Indonesia: il fautore del referendum non è deluso

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(Aggiornato alle 16.57) Willy Cretegny, fautore del referendum contro l’intesa con l’Indonesia, non è assolutamente deluso dai risultati che emergono dalle urne. Il comitato per il no ha infatti già vinto prima ancora del voto, poiché ha dato il via al dibattito sugli accordi libero scambio. Cretegny, contatta dall’agenzia Keystone-ATS, ha sottolineato che si tratta del primo referendum contro un accordo di questo tipo. Nonostante il sempre più probabile «sì» della maggioranza dei cittadini, secondo l’oppositore la lotta è tutt’altro che finita. Ci sarà ora da affrontare i prossimi accordi di libero scambio già in discussione.

Swissmem: «Accesso facilitato delle aziende svizzere a promettente mercato del futuro»

Swissmem è sollevato del sì all’accordo di libero scambio con l’Indonesia. Questo faciliterà notevolmente l’accesso delle aziende svizzere a questo promettente mercato del futuro. L’accordo è anche un successo per l’Indonesia, in quanto le relazioni commerciali semplificate rappresentano un notevole vantaggio per entrambi i Paesi. La bocciatura della Legge sull’identificazione elettronica rappresenta per Swissmem un aspetto negativo del voto di domenica. Per le due votazioni del 7 marzo 2021, Swissmem si è impegnata per rafforzare le condizioni quadro di politica economica delle aziende industriali svizzere e dei loro circa 315’000 dipendenti. L’accordo di libero scambio tra l’Indonesia e la Svizzera apre la possibilità di attingere al mercato indonesiano dalla Svizzera in particolare per le PMI svizzere. Martin Hirzel, presidente di Swissmem, è sollevato: «Con il SI all’accordo con l’Indonesia, gli elettori hanno votato anche a favore di una piazza industriale svizzera forte. Una vasta rete di accordi di libero scambio permette alle aziende svizzere di servire i propri clienti in tutto il mondo dalla Svizzera. Così assicuriamo qui i posti di lavoro». Inoltre, con questo accordo, la Svizzera fornisce in Indonesia un contributo diretto allo sviluppo sostenibile dal punto di vista ecologico, sociale ed economico. Stefan Brupbacher, direttore di Swissmem, vede l’accordo quale opportunità per l’ambiente: «Grazie all’accordo di libero scambio, i clienti indonesiani possono acquistare macchine, impianti e attrezzature svizzere efficienti, a basse emissioni e a basso consumo a prezzi inferiori. Questo riduce localmente l’impatto ambientale. Il risultato stretto dimostra, che noi dobbiamo ancora meglio spiegare questi vantaggi». Il libero scambio favorisce la globalizzazione. Negli ultimi decenni è riuscita a far uscire dalla povertà centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. L’Indonesia ne è un buon esempio - nel Paese si è sviluppata una crescente classe media. Il trasferimento di conoscenze e tecnologie tra Svizzera e Indonesia crea posti di lavoro e opportunità di formazione in Indonesia. Stefan Brupbacher commenta: «Il 44% della popolazione indonesiana ha meno di 25 anni. I lavori nell’industria o nel settore dei servizi danno loro una prospettiva. L’industria svizzera è orgogliosa di contribuire allo sviluppo sostenibile del Paese». Il rifiuto della legge sull’identificazione elettronica rappresenta per Swissmem un aspetto negativo del voto di domenica. L’identità elettronica avrebbe rafforzato la piazza svizzera in materia di digitalizzazione. In questo campo la Svizzera deve recuperare il ritardo, se non vuole perdere il contatto con i leader mondiali. L’identità elettronica è un requisito essenziale per l’ulteriore sviluppo dei servizi privati e pubblici. Spetterà ora agli oppositori del progetto di legge presentare un’alternativa all’identificazione elettronica, regolata dallo Stato e sviluppata dai privati, che sia altrettanto accessibile e rapida da implementare.

Christine Badertscher: «Criteri più severi per l’importazione di olio di palma»

La consigliera nazionale Christine Badertscher (Verdi/BE) è rimasta positivamente impressionata dal «sì» arrivato solo di misura alle urne per l’accordo con l’Indonesia. Ora l’idea è fare pressione per un’applicazione sostenibile. «L’alta quota di cittadini contrari deve essere presa in considerazione», ha detto all’agenzia Keystone-ATS. Il risultato risicato dimostra che bisogna investire nella sostenibilità. I Verdi cercheranno di imporre criteri più severi per l’importazione di olio di palma. «Questi accordi in futuro probabilmente saranno sempre portati davanti al popolo», ha detto Badertscher, confermando che gli ecologisti indiranno un referendum contro l’intesa con gli stati Mercosur, il mercato comune dell’America del sud.

Fabio Regazzi: «Soddisfatti, ma il risultato risicato fa riflettere»

Il comitato per l’accordo di libero scambio con l’Indonesia è «soddisfatto del verdetto positivo alle urne. Tuttavia, il risultato risicato fa riflettere, ha detto a Keystone-ATS il ticinese Fabio Regazzi (Alleanza del Centro). «Si è sempre soddisfatti quando si vince», ha sottolineato il consigliera nazionale, ammettendo tuttavia che il risultato è particolarmente stretto, considerando che gran parte dello spettro politico e degli ambiti economici erano favorevoli. In futuro bisognerà quindi «fare più attenzione e essere più sensibili» alle questioni ambientali e delle condizioni di lavoro. Non va però dimenticato che si tratta di accordi economici, e non è possibile «imporre tutto ciò che si vuole», ha precisato.

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