Accordo quadro: metà degli svizzeri è contraria

Rapporti con l’UE

Lo indica un sondaggio pubblicato sulle testate dell’editore Tamedia

Accordo quadro: metà degli svizzeri è contraria
© CdT/ Chiara Zocchetti

Accordo quadro: metà degli svizzeri è contraria

© CdT/ Chiara Zocchetti

La metà degli svizzeri, ossia il 51% con un margine di errore di 4 punti percentuali, se avesse votato domenica scorsa, avrebbe rifiutato l’accordo quadro istituzionale con l’Unione europea. Lo indica un sondaggio pubblicato oggi sulle testate dell’editore Tamedia. Il 35% degli intervistati lo avrebbe accettato. Il restante 14% si è detto indeciso.

Il Consiglio federale il 26 maggio ha messo fine a negoziati di sette anni con l’Ue giustificando la sua scelta con la difficoltà di trovare una maggioranza tra la popolazione, poiché non è stata raggiunta una soluzione soddisfacente su punti controversi. Il sondaggio sembra confermare questi timori.

Il sondaggio è stato condotto dall’11 al 13 giugno tra 16’249 persone in tutta la Svizzera. Senza sorpresa, l’affinità con l’accordo quadro è risultata diversa a seconda dell’appartenenza politica degli interrogati. La maggioranza dei sostenitori dei Verdi liberali (PVL, 57%), del PS (55%) e dei Verdi (54%) si è detta favorevole all’accordo. Al contrario, chi si ritiene vicino all’UDC ha rifiutato in modo schiacciante l’intesa (82% di contrari). L’accordo è respinto anche dalla maggioranza degli elettori del PLR (53%). Chi si riconosce nell’Alleanza del Centro è diviso (50%).

«Sì» alla fine dei negoziati

Un quadro simile emerge quando si tratta di sapere se la rottura dei negoziati sia stata giustificata. Il 55% degli intervistati che ha condiviso la decisione del Consiglio federale proviene principalmente da UDC (86%), PLR e Centro. Al contrario, la maggioranza dei simpatizzanti di PVL, PS e Verdi avrebbe voluto che le discussioni tra Berna e Bruxelles proseguissero.

All’inizio di maggio, un sondaggio dell’istituto gfs.bern indicava che il 64% degli svizzeri avrebbe votato «sì» o «piuttosto sì» all’accordo istituzionale. L’inchiesta era stata effettuata prima della decisione del Consiglio federale di interrompere i negoziati.

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