Aiuti economici e casi di rigore, tutto quello che c’è da sapere

Domande e risposte

Nove domande e nove risposte sul sostegno previsto dalla Confederazione alle aziende particolarmente colpite dalla pandemia - Sul fronte ticinese oggi la Commissione della gestione dovrebbe firmare il rapporto sul messaggio da 75,6 milioni di franchi

Aiuti economici e casi di rigore, tutto quello che c’è da sapere
Il settore della ristorazione è tra i beneficiari degli aiuti per i casi di rigore© CdT/Gabriele Putzu

Aiuti economici e casi di rigore, tutto quello che c’è da sapere

Il settore della ristorazione è tra i beneficiari degli aiuti per i casi di rigore© CdT/Gabriele Putzu

1. Quando si ha un caso di rigore?

Un caso di rigore è dato quando la cifra d’affari del 2020 di un’azienda ha subito una perdita di almeno il 40 % rispetto alla media degli anni precedenti.

2. In vista delle possibili nuove restrizioni del Consiglio federale - che verranno comunicate domani - le regole per accedere ai casi di rigore potrebbero cambiare?

Il Consiglio federale è intenzionato ad andare in questa direzione, allentando il quadro normativo che permette di accedere a questi aiuti economici. Così almeno si è espresso venerdì il presidente della Confederazione Guy Parmelin durante la trasmissione «Arena» della tv svizzero-tedesca SRF. Parmelin ha lasciato intendere che la procedura sarà snellita affinché gli aiuti vengano distribuiti il più rapidamente possibile. In particolare, per soccorrere i settori della ristorazione della cultura e dello sport toccati dal prolungamento delle chiusure. Secondo le ultime indiscrezioni, il Consiglio federale potrebbe anche rivedere al ribasso la soglia entro cui si definisce un caso di rigore.

3. A quali condizioni un’azienda può ottenere gli aiuti per i casi di rigore?

L’azienda deve essere stata fondata prima del 1. marzo 2020. Deve aver raggiunto un fatturato di almeno 50.000 franchi nel 2018 e nel 2019. La maggior parte dei costi salariali deve essere sostenuta in Svizzera. E poi c’è il criterio fondamentale della perdita sulla cifra d’affari annua. Oggi questa soglia è fissata al 40%, ma potrebbe venire abbassata dal Consiglio federale al 20/25 %.

4. A quanto ammontano in Ticino gli aiuti per questi casi?

Il messaggio del Consiglio di Stato prevede aiuti per 75,6 milioni di franchi, 24,5 milioni a carico del Cantone, i restanti a carico della Confederazione. Questi aiuti andranno alle aziende attive nei settori maggiormente colpiti dalla pandemia che hanno registrato un’importante diminuzione della propria cifra d’affari. Il voto in Parlamento è previsto entro fine mese.

5. Quali settori potranno beneficiare degli aiuti in Ticino?

I settori beneficiari sono stati indicati dal Consiglio di Stato nel messaggio per i casi di rigore del 23 dicembre. Conformemente alla Legge federale, spetta infatti ai Cantoni delimitare il campo di azione degli aiuti. I settori beneficiari sono pertanto i seguenti: eventi, baracconisti, manifestazioni e intrattenimento; palestre, centri sportivi, centri fitness e wellness; viaggi, trasporti su gomma non regolari, turismo degli affari; ristorazione e piccola media distribuzione.

6. Che forme di aiuto sono previste?

Il Cantone ha deciso di sfruttare sia i contributi a fondo perso sia i prestiti garantiti tramite fideiussione, lasciando scegliere alle aziende quella che meglio si addice al proprio modello d’affari. Le aziende potranno quindi scegliere tra un contributo a fondo perso pari al 10 % della cifra d’affari media degli anni 2018-2019. Oppure una fideiussione nella misura del 25 %, sempre relativa alla cifra d’affari media di quel periodo. Il tetto massimo dell’aiuto è fissato a 350mila franchi per i contributi a fondo perso e a 1 milione di franchi per le fideiussioni.

7. Qual è la procedura cantonale per accedere agli aiuti?
L’azienda richiedente deve compilare online un’autocertificazione del rispetto dei requisiti legislativi. Se questi ultimi sono rispettati, un’impresa di revisione con abilitazione ASR (autorità federale di sorveglianza dei revisori) effettua le verifiche stabilite dal Consiglio di Stato e ne certifica la correttezza. In caso di esito positivo, l’impresa beneficiaria può quindi inoltrare online la richiesta formale di sostegno all’indirizzo www.ti.ch/casidirigore (al momento non ancora attivo).

8. Con quali tempistiche verranno erogati gli aiuti?

Le richieste da parte delle aziende potranno essere inoltrate online non appena sarà avviato il programma. Il decreto legislativo è proposto con la clausola dell’urgenza, così da poter entrare in vigore immediatamente, senza dover attendere che sia trascorso il termine referendario di 60 giorni dalla pubblicazione sul Foglio ufficiale. Prima di venire pubblicato sul Bollettino ufficiale deve però essere approvato dal Gran Consiglio.

9. Il messaggio del Consiglio di Stato si trova in Commissione gestione e finanze. In che direzione stanno procedendo i commissari?

Tranne imprevisti dell’ultimo minuto si andrà verso un rapporto unico. Verosimilmente – ci spiega il presidente e relatore designato del rapporto Matteo Quadranti (PLR) – la firma potrebbe giungere già questa mattina, così da andare in Gran Consiglio e ottenere il via libera nella seduta del 25 gennaio. Nel caso in cui, invece, la firma dovesse slittare di una settimane, la Gestione procederà con la formula dell’urgenza per portare comunque il rapporto in aula entro fine mese. D’accordo con il DFE – conclude Quadranti – la commissione si riserva nelle due settimane che seguiranno la firma, di poter intervenire sul decreto legge con degli emendamenti per adeguare il testo alle novità federali che emergeranno dal Consiglio federale nei prossimi giorni.

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