Al centro del dibattito: il pass

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Il 28 novembre torniamo a esprimerci sulla legge COVID-19 - Cosa cambierebbe con un no? Quali gli argomenti avanzati dagli oppositori e dai sostenitori del testo? Il pomo della discordia è il certificato sanitario, ma che altro c’è in gioco? Sette domande e risposte sul dossier in votazione

Al centro del dibattito: il pass
Il certificato COVID: promotore o nemico della libertà? © CdT/Chiara Zocchetti

Al centro del dibattito: il pass

Il certificato COVID: promotore o nemico della libertà? © CdT/Chiara Zocchetti

Il 28 novembre, il popolo voterà per la seconda volta sulla legge COVID-19. Il certificato sanitario è al centro del dibattito: il Consiglio federale e il Parlamento lo hanno introdotto per proteggere gli ospedali dal sovraffollamento. Gli oppositori puntano il dito contro una società a due classi.

1) Perché andiamo a votare il 28 novembre?

Nella prima fase della pandemia il Consiglio federale ha dovuto in parte ricorrere al diritto di necessità per reagire alla crisi. Nel settembre 2020 il Parlamento ha adottato la legge COVID-19, che dispone i provvedimenti aggiuntivi che il Consiglio federale attua per far fronte all’evoluzione dei contagi e per limitare i danni economici. In risposta agli sviluppi della crisi, la legge è stata modificata tre volte. A seguito di un referendum, a giugno, il popolo ha approvato la legge con il 60% dei voti. Dato che è stato chiesto un nuovo referendum, il 28 novembre una parte della legge sarà di nuovo sottoposta al voto popolare. La parte in questione riguarda gli adeguamenti decisi dal Parlamento nel marzo 2021. In particolare, i referendisti dichiarano guerra al certificato COVID, accessibile se si è vaccinati, guariti dalla malattia, se si dispone di un test negativo pagato di tasca propria o, dal 16 novembre, se si può dimostrare tramite un test sierologico (anche questo a carico del cittadino) di avere gli anticorpi contro il coronavirus. In quest’ultimo caso però il certificato sarà valido solo in Svizzera. Anche se la legge tocca vari punti, la votazione ruota intorno al pass sanitario.

2) Perché per gli oppositori è necessario il referendum?

Sulla base del suo modello a tre fasi, in estate il Consiglio federale ha deciso di passare dalla fase di stabilizzazione a quella di normalizzazione. Questo dopo che l’intera popolazione adulta ha avuto accesso alla vaccinazione. Da quel momento in poi, le misure della Confederazione, afferma il Governo, sono state orientate al mantenimento del funzionamento del sistema sanitario. Se c’è il rischio si di sovraccaricarlo, il Consiglio federale può intervenire con misure. Tra cui imporre limitazioni alle persone senza certificato. Questo, secondo i referendisti (gli Amici della Costituzione, la Rete scelta vaccinale e l’Alleanza d’azione dei cantoni primitivi), divide la società fra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Per gli oppositori della legge (tra cui figurano l’UDC, ma anche personalità della sinistra e del centro dello scacchiere politico, nonché favorevoli al vaccino) le persone non vaccinate sono discriminate a causa del certificato. Poiché anche i vaccinati possono infettarsi ed essere contagiosi, la disparità di trattamento associata al certificato non è giustificata. Per i referendisti, il sistema di tracciamento dei contatti porta a una pericolosa sorveglianza statale dell’intera popolazione. La legge in votazione inoltre centralizza ancora di più il potere nelle mani del Governo.

3) Quali elementi comprende la legge?
La legge COVID-19 specifica che il Consiglio federale «stabilisce i requisiti del documento che certifica l’avvenuta vaccinazione contro la COVID-19, la guarigione da un’infezione da COVID-19 o il risultato del test COVID-19». Il certificato non è però l’unica novità della legge adottata dalle Camere a marzo. Il testo contiene diversi elementi. Fra i principali anche l’estensione degli aiuti economici. Si tratta ad esempio dell’estensione dell’assistenza per le aziende che hanno dovuto chiudere temporaneamente a causa della pandemia o che hanno subito forti perdite. Anche le indennità per lavoro ridotto sono state estese. E gli artisti che lavorano in proprio hanno potuto ottenere sostegno. Inoltre, la legge contiene disposizioni sul tracciamento dei contatti, così che la Confederazione possa obbligare i Cantoni (gli organi competenti) a migliorare il tracciamento delle infezioni, indennizzandoli per i provvedimenti adottati.

4) Quali altre disposizioni sono previste dalla legge?

La legge in votazione prevede anche che in caso di contatto con una persona positiva al virus, le persone vaccinate o guarite non debbano più andare in quarantena. Inoltre, permette all’Esecutivo di far produrre materiale medico. Oltre a ciò, prevede che le firme raccolte per un’iniziativa popolare possano essere presentate senza certificato comunale. Infine, è previsto che in situazione di crisi il Consiglio federale debba coinvolgere i Governi cantonali e pure garantire che tutte le restrizioni economiche e sociali vengano ridotte al minimo necessario.

5) Quali sarebbero le conseguenze di un no alla legge?

Nel caso di un no alla revisione della legge, non accadrebbe nulla fino al 19 marzo, perché tutti gli emendamenti sopraccitati rimarrebbero in vigore fino ad allora, ovvero allo scadere di un anno dopo l’adozione da parte del Parlamento, come vuole la Costituzione nel caso di ogni legge federale urgente. Dopodiché, tutti cesserebbero di essere in vigore. Secondo il Consiglio federale, non ci sarebbe più la base legale per certificati uniformi, a prova di falsificazione e compatibili con l’UE. Senza certificato COVID, viaggiare sarebbe molto più difficoltoso, si avverte. A seconda dell’evoluzione della pandemia, senza certificato si dovrebbero vietare i grandi eventi e valutare la necessità di nuove chiusure. Il tracciamento dei contatti non sparirebbe, in quanto disciplinato dalla legge sulle epidemie. La modifica della legge COVID-19 ne prevede soltanto l’ulteriore sviluppo.

6) Chi sono i favorevoli alla legge e quali sono i loro argomenti?

Insieme a Governo e Parlamento, PLR, PS, Verdi, Verdi liberali e Centro sono tutti a favore della legge. A questi si aggiungono forti voci dell’economia come Economiesuisse e l’USAM, ma anche la Federazione svizzera del turismo. GastroSuisse invece lascia libertà di voto. Per i suoi sostenitori, il certificato consente di facilitare i viaggi all’estero e di organizzare eventi. Il sistema di tracciamento dei contatti è essenziale per combattere la pandemia e consente di interrompere le catene d’infezione. La legge permette alla Confederazione di sostenere finanziariamente i Cantoni, di rafforzare il sistema di tracciamento dei contatti e di digitalizzarlo. I dati, promette Berna, restano rigorosamente protetti.

7) Ma in primavera avremo ancora bisogno della legge COVID?

Non si sa. La maggior parte delle disposizioni della legge COVID-19 sono in principio limitate fino a fine 2021. Il 27 ottobre il Governo ha pertanto deciso di prorogare fino a fine 2022 alcune disposizioni della legge COVID-19 in caso la pandemia allora non fosse ancora finita. Non però quella concernente il certificato, già valida (se la legge passerà) fino a fine 2022.

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