Al popolo la parola sulla tredicesima mensilità AVS

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Con 101.793 firme convalidate, il testo è formalmente riuscito - Gli svizzeri saranno chiamati a esprimersi sull’iniziativa lanciata, tra gli altri, dall’Unione sindacale svizzera (USS)

Al popolo la parola sulla tredicesima mensilità AVS
© CdT/Chiara Zocchetti

Al popolo la parola sulla tredicesima mensilità AVS

© CdT/Chiara Zocchetti

Il popolo potrà pronunciarsi sull’iniziativa «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)», depositata lo scorso 28 maggio. Il testo, lanciato tra gli altri dall’Unione sindacale svizzera (USS), è infatti formalmente riuscito.

Stando a quanto comunica oggi la Cancelleria federale, sono state controllate le 102.813 firme corredate dell’attestazione del diritto di voto pervenute. È stata accertata la validità di un numero sufficiente di esse, ovvero 101.793, viene precisato in una nota.

L’iniziativa chiede l’introduzione di una rendita AVS supplementare, con un meccanismo simile alla tredicesima che quasi tutti ricevono. Calcolato su base mensile, ciò corrisponde a un aumento dell’8,33% della rendita AVS.

L’ammontare di questa tredicesima rendita sarebbe determinato dagli anni di contributi versati, dai redditi di un’attività lucrativa e dalle agevolazioni per compiti educativi o di assistenza. Il progetto permetterebbe un rialzo di 99 franchi della rendita minima, di 197 di quella massima e di 296 per quella massima delle coppie.

Il tutto ad oggi richiederebbe un budget di poco meno di 3,5 miliardi di franchi. Di questo totale, la Confederazione verserebbe il 20,2%, vale a dire circa 700 milioni. Nel 2030, la 13. rendita AVS arriverebbe a costare sui 4 miliardi e per assicurarne il finanziamento, dicono i promotori del testo, bisognerà aumentare i contributi di circa 0,7 punti percentuali.

Secondo gli iniziativisti, le rendite attuali non sono sufficienti per vivere e la situazione non fa altro che peggiorare. In particolare, a essere colpite sono le donne: per molte di esse la povertà in età avanzata è un rischio reale. La raccolta firme è stata la prima conclusasi con successo in tempi di pandemia. L’operazione è andata a buon fine con circa sei mesi di anticipo sulla scadenza del termine.

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