Al via il processo all’ex dipendente della polizia svittese

GIUSTIZIA

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) accusa il 59.enne di aver offerto numerose armi sul darknet e di averne effettivamente vendute dieci, comprese le relative munizioni

Al via il processo all’ex dipendente della polizia svittese
© CdT/Archivio

Al via il processo all’ex dipendente della polizia svittese

© CdT/Archivio

Si è aperto oggi al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona il processo d’appello contro l’ex capo della logistica della polizia cantonale di Svitto. L’uomo nega di aver venduto armi sul darknet. Sul 59.enne pesano le accuse di un cittadino tedesco. Quest’ultimo è stato condannato a Costanza (Baden-Württemberg, Germania) per violazioni della legge sulle armi. L’imputato, rispondendo alle domande della corte, ha negato che sia venuto a più riprese da lui.

Il giovane tedesco gli ha fatto visita brevemente due o tre volte. In queste occasioni gli ha mostrato la propria collezione di armi, ha detto il 59.enne, sottolineando di non aver mai venduto armi al tedesco e di non aver mai neppure fatto affari in questo ambito con lui.

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) accusa l’ex dipendente della polizia svittese di aver offerto numerose armi sul darknet e di averne effettivamente vendute dieci, comprese le relative munizioni. Inoltre, l’ex capo della logistica è accusato di aver ordinato, tramite il suo datore di lavoro, munizioni e materiale per un valore di 180.000 franchi tra il 2009 e il 2017 e di averli tenuti per sé.

Pena parzialmente sospesa in prima istanza

La Corte penale del TPF in prima istanza lo scorso aprile ha condannato l’uomo a una pena detentiva di 28 mesi parzialmente sospesi, con otto mesi da scontare. Inoltre, il tribunale gli ha inflitto una pena pecuniaria sospesa di 180 aliquote giornaliere di 30 franchi ciascuna.

Lo Corte lo ha giudicato colpevole di violazione della Legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni, appropriazione indebita qualificata, falsità in documenti, infedeltà nella gestione pubblica e violazione del segreto d’ufficio, reati tutti commessi ripetutamente.

Il MPC aveva chiesto una pena detentiva di 48 mesi; l’avvocato difensore invece una multa di 180 aliquote giornaliere di 30 franchi. Il 59.enne ha ammesso di aver ordinato munizioni per sé stesso, stimandone il valore in circa 40.000 franchi e giudicando quindi l’importo di 180.000 eccessivo.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1