Alle urne sulla discriminazione in base all’orientamento sessuale

Votazione federale

Attualmente è punibile la discriminazione di una persona per la sua razza, etnia o religione, ma non per il fatto di essere vittima di esternazioni omofobe - Questo sarà infatti uno dei temi in voto il 9 febbraio 2020

Alle urne sulla discriminazione in base all’orientamento sessuale
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Il Consiglio federale ha deciso che saranno due i temi sui quali i cittadini saranno chiamati a votare il 9 febbraio 2020. Uno di questi riguarda la discriminazione basata sull’orientamento sessuale. L’altro sarà l’iniziativa popolare denominata «Più abitazioni a prezzi accessibili».

Il testo di quest’ultima mira a cambiare l’articolo 108 della Costituzione federale in modo che la Confederazione, in collaborazione con i cantoni, promuova l’acquisto in proprietà di appartamenti e case per privati a pigione moderata e si adoperi per il sostegno di organizzazioni dedite alla costruzione di abitazioni a scopi d’utilità pubblica. In futuro, il 10% almeno delle abitazioni a livello nazionale dovrebbero essere di proprietà di simili enti.

Altro aspetto importante: l’autorità federale deve assicurare che i risanamenti non comportino «la perdita d’abitazioni a pigione moderata».

Il governo si era già dichiarato contrario all’iniziativa, proponendo al contempo un credito di 250 milioni di franchi a favore dell’edilizia abitativa di utilità pubblica. Il Consiglio federale aveva definito gli obiettivi e gli strumenti richiesti dal testo dell’Associazione svizzera inquilini (ASI) non realistici né conformi alle esigenze di mercato.

Discriminazione orientamento sessuale

Il secondo tema in votazione sarà la modifica del Codice penale e del Codice penale militare riguardante la discriminazione e l’incitamento all’odio basati sull’orientamento sessuale.

Lo scorso dicembre le Camere federali - dando seguito a un’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Mathias Reynard (PS/VS) - avevano deciso di sanzionare penalmente anche le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, modificando l’articolo 261bis del codice penale.

Quest’ultimo consente attualmente di punire esclusivamente la discriminazione di una persona per la sua razza, etnia o religione, ma non per il fatto di essere vittima di esternazioni omofobe.

Un comitato referendario - composto principalmente di politici dell’Unione democratica federale (UDF) - ha però raccolto le firme necessarie per il referendum. A suo dire, il popolo avrà in questo modo la possibilità di respingere alle urne «questa restrizione sproporzionata della libertà di espressione e di coscienza».

Secondo i contrari, la nozione di «orientamento sessuale» è troppo vaga: i divieti di pensiero e di espressione non hanno inoltre mai avuto effetto positivo durevole in una società libera.

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