Altri 100 milioni per assicurarsi un vaccino

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La Confederazione ha aumentato il credito, oltre ai 300 milioni già approvati, per l’acquisto del vaccino contro il coronavirus - Per essere efficace, dovrà vaccinarsi il 60% della popolazione - Berset: «La situazione dei contagi migliora, ma è presto per parlare di un’inversione di tendenza»

Altri 100 milioni per assicurarsi un vaccino
© EPA/DIEGO AZUBEL

Altri 100 milioni per assicurarsi un vaccino

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«La situazione epidemiologica sta migliorando»

«È ancora presto per parlare di un’inversione di tendenza, ma la situazione sta migliorando», ha detto il consigliere federale Alain Berset in apertura della conferenza stampa, parlando dell’evoluzione epidemiologica in Svizzera. Per allentare le misure, ha chiarito, è comunque presto: «Dobbiamo far scendere l’Rt sotto l’1». «La situazione - ha detto - è ben diversa da marzo, quando mancavano i farmaci e tutto ciò che serviva per affrontare il virus. Oggi, invece, il problema degli ospedali è che manca personale o il personale curante si è contagiato».

Altri 100 milioni per assicurarsi un vaccino

La Confederazione intende garantire alla popolazione svizzera un accesso rapido a un vaccino anti-COVID-19 sicuro ed efficace. A tal fine il Consiglio federale ha già approvato un credito di 300 milioni di franchi. Nella sua seduta odierna ha ora stabilito di aumentare questo credito di altri 100 milioni per avere sufficiente margine di manovra nell’ulteriore acquisto di vaccini. Finora la Confederazione ha concluso un contratto con due produttori. Poiché attualmente non è ancora possibile sapere con certezza quale impresa riuscirà ad imporsi e dunque quale vaccino potrà infine essere messo a disposizione della popolazione svizzera, la Confederazione sta puntando su diversi produttori per l’acquisto di vaccini anti-COVID-19. Alla pari di qualsiasi altro vaccino, anche quello contro la COVID-19 deve soddisfare i requisiti necessari in termini di sicurezza ed efficacia previsti per l’omologazione da parte di Swissmedic, si legge nella nota del Consiglio federale. Per attuare la strategia della Confederazione in materia di acquisti è necessario concludere ulteriori contratti di riservazione. Considerati gli impegni finanziari supplementari che ne derivano, il Consiglio federale ha aumentato il credito per l’acquisto di vaccini anti-COVID-19 di 100 milioni di franchi per un totale di 400 milioni. L’importo deriva dai crediti COVID-19 già approvati, assunti dal budget dell’esercito.

4,5 milioni di dosi da Moderna, 5,3 da AstraZeneca

Finora la Confederazione ha concluso un contratto con due produttori di vaccini. Presso la ditta Moderna si è assicurata l’accesso a 4,5 milioni di dosi di vaccino, mentre con la ditta farmaceutica inglese AstraZeneca e il Governo svedese ha pattuito la fornitura fino a 5,3 milioni di dosi.

Circa 3 milioni di dosi da Pfizer

Con Pfizer, invece, la Confederazione si è garantita l’accesso a circa 3 milioni di dosi. «Non volevamo puntare su un unico prodotto, ma diversificare», ha detto Berset. «L’obiettivo sarà avere un accesso per tutta la popolazione al vaccino», ha aggiunto. A tutto ciò si aggiunge l’adesione all’iniziativa internazionale COVAX, un programma per l’approvvigionamento a livello globale, volta ad ottenere vaccini anti-COVID-19 almeno per il 20 per cento della popolazione. Idealmente si tratterebbe di 3,2 ulteriori milioni di dosi. Importante, oltre la prevenzione, è anche il trattamento delle persone contagiate da COVID-19. In tal senso, nell’estate del 2020 la Confederazione si è assicurata l’approvvigionamento di un agente immunoterapico prodotto dalla Molecular Partners. In determinati casi, il medicamento potrebbe essere somministrato anche come profilassi per proteggere da un’infezione.

Il vaccino a chi andrà prima?

«Molto dipenderà dai risultati degli studi clinici», ha detto Stefan Kuster dell’UFSP, «ma i primi ad essere vaccinati saranno sicuramente i gruppi a rischio». «Non sappiamo neppure se i diversi vaccini potranno essere combinati tra loro, dobbiamo attendere gli studi. Normalmente, però, non si mischiano i diversi vaccini».

«Avrà effetto solo se si vaccinerà il 60% della popolazione»

Per stabilizzare la situazione, ha chiarito Berset, almeno il 60% della popolazione dovrà essere vaccinato. La vaccinazione - ha comunque precisato - resterà facoltativa. Fornitura e stoccaggio saranno in mano all’esercito, che poi distribuirà il vaccino ai diversi cantoni.

Quando sarebbe la data più vicina per la consegna?

«Bisogna relativizzare le date, se non c’è un prodotto efficace non si farà un bel niente - ha precisato Berset -, proprio per questo motivo forniamo delle date indicative e non precise sulla consegna e sulla distribuzione del vaccino. Bisogna rimanere cauti per ridurre i livelli di contagio, il virus corre ancora veloce tra la popolazione e fino a che non avremo un vaccino dobbiamo stare attenti, perché è un processo complesso e ci vorrà del tempo».

Secondo l’UFSP, le prime vaccinazioni nella prima metà del 2021

La Confederazione è in trattative per la conclusione di contratti con altri produttori di candidati promettenti per un vaccino. La strategia e le raccomandazioni di vaccinazione dipenderanno dai singoli vaccini e terranno conto delle conoscenze scientifiche più recenti coinvolgendo da vicino la Commissione federale per le vaccinazioni (CFV). Attualmente non si può ancora stabilire quando sarà disponibile un vaccino. L’Ufficio federale della sanità pubblica parte tuttavia dal presupposto che in Svizzera le prime vaccinazioni potranno essere effettuate nella prima metà del 2021.

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