Altri 770 milioni per far fronte alla pandemia

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Il Consiglio nazionale ha dato luce verde a tredici crediti straordinari supplementari in relazione alla crisi sanitaria

Altri 770 milioni per far fronte alla pandemia
Ueli Maurer. ©KEYSTONE/Alessandro della Valle

Altri 770 milioni per far fronte alla pandemia

Ueli Maurer. ©KEYSTONE/Alessandro della Valle

Altri 770 milioni di franchi per affrontare la crisi del Covid-19. Il Consiglio nazionale ha concesso oggi il via libera a tredici crediti straordinari nell’ambito del supplemento al preventivo 2020.

Il legislativo aveva già autorizzato contributi per 31 miliardi di franchi e garanzie e fideiussioni per 42 miliardi di franchi per il primo semestre del 2020, ha ricordato Felix Wettstein (Verdi/SO) a nome della commissione preparatoria. Le nuove misure imposte in diversi settori richiedono però ulteriori finanziamenti per attenuare le conseguenze economiche della crisi.

I crediti riguardano principalmente le spese per i test in relazione al coronavirus (288,5 mln), un ulteriore conferimento al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (221,3 mln) e la ricapitalizzazione di Skyguide (150 mln). Una parte consistente dei crediti aggiuntivi è chiesta come fabbisogno finanziario eccezionale (476,4 mln). Pressoché la metà delle uscite viene compensata dai crediti già approvati.

«Sarebbe assolutamente sbagliato oggi esitare con le misure di aiuto. Bisogna garantire i posti di lavoro», ha affermato Céline Widmer (PS/ZH). Le ha fatto eco Alois Gmür (PPD/SZ): «Questi fondi sono necessari». Alex Farinelli (PLR/TI) ha messo in guardia: «non siamo ancora allo scollinamento di questa crisi». Ha poi sottolineato quanto sia importante investire oggi nell’infrastruttura e ha ricordato che ogni ente dovrà fare la sua parte, non solo la Confederazione.

L’UDC ha chiamato a non dimenticare gli indipendenti. «Chi si assume la responsabilità per i danni subiti da queste persone?», si è chiesto Pirmin Schwander (UDC/SZ), aggiungendo che la Confederazione «si occupa delle aziende parastatali, ma la grande massa della gente l’abbandona a sé stessa.»

«Ora si tratta di contare dove ci sono lacune e colmarle», ha replicato il ministro delle finanze Ueli Maurer, respingendo le critiche. Ha infine ricordato che la Confederazione non ha causato la crisi ma tenta di attenuarla.

A far discutere è stato in particolare il sostegno a Skyguide, specie per quanto attiene all’opportunità di fissare condizioni per l’utilizzo del denaro. Due proposte opposte sono state bocciate: una UDC esigeva che il credito fosse legato all’adozione di un piano vincolate di risparmio da parte dell’azienda.

L’altra, socialista, domandava che il sostegno finanziario della Confederazione servisse al rispetto dei contratti collettivi di lavoro e delle condizioni di lavoro vigenti in seno a Skyguide prima dell’emergenza Covid-19.

È stata respinta anche la proposta democentrista di stralciare 34 milioni destinati a sostenere le imprese culturali mediante contratti di prestazioni conclusi tra l’Ufficio federale della cultura e uno o più Cantoni.

Il dossier va agli Stati.

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