«Ancora lontani dall’allentamento delle misure»

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In nuovo incontro degli esperti con la stampa, mister COVID Stefan Kuster ha detto che «per una stabilizzazione, i casi dovrebbero diminuire significativamente»

«Ancora lontani dall’allentamento delle misure»
©KEYSTONE/Anthony Anex

«Ancora lontani dall’allentamento delle misure»

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(Aggiornato alle 14.25) - Nuovo incontro degli esperti con la stampa a Berna per aggiornare la popolazione sulla situazione legata alla pandemia da coronavirus. All’appuntamento prendono parte Urs Germann, collaboratore scientifico dell’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD), Samia Hurst, vicepresidente della National COVID-19 science task force, Stefan Kuster, responsabile della Divisione malattie trasmissibili dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Yvon Langel, comandante della Divisione territoriale 1, Armée suisse, Thomas Steffen, medico cantonale di Basilea, Andreas Stettbacher, delegato del Consiglio federale per il Servizio medico coordinato e Boris Zürcher, direttore della Divisione lavoro presso la Segreteria di Stato dell’economia (SECO).

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LA CONFERENZA STAMPA

Stefan Kuster ha iniziato la conferenza stampa presentando come d’abitudine i dati in merito al contagio in Svizzera. L’incidenza è attualmente di 1166 infezioni per 100.000 abitanti, una settimana fa era di 1068. Il numero di nuovi contagi è leggermente diminuito, ma il numero di ricoveri ospedalieri rimane relativamente alto. «Il numero di casi rimane alto, la situazione rimane preoccupante per il sistema sanitario», ha detto Kuster. Per una stabilizzazione, il numero di casi dovrebbe diminuire in modo significativo. «Non sono un segno del tutto chiaro». È ancora troppo presto per valutare se le misure inasprite abbiano innescato un’inversione di tendenza.

«Prudentemente ottimisti»

Secondo Kuster, responsabile della sezione malattie trasmissibili all’UFSP, i dati mostrano una certa stabilizzazione della situazione; insomma, siamo prudentemente ottimisti, ma il tasso di riproduzione del virus è ancora superiore a 1, benché di poco, a un livello cioè ancora troppo elevato. Anche il numero dei ricoveri si sta stabilizzando, ma per poter guardare al futuro con maggior tranquillità deve ancora scendere di più al fine di allentare la pressione sulle strutture sanitarie, ha sottolineato Kuster. Per quanto attiene alla diffusione del virus, la Svizzera è messa peggio degli Stati confinanti, con tassi elevati specie in Romandia. Secondo Kuster, benché si stia andando nella giusta direzione, il numero di infezioni è ancora tropo elevato: per questo è importante farsi esaminare all’apparizione dei primi sintomi e scaricare l’applicazione SwissCovid per rompere le catene di propagazione.

Maschere e disabili

«L’obbligo di indossare le maschere è un problema per molti disabili. Le conseguenze si fanno sentire nella vita di tutti i giorni», ha continuato poi Urs Germann, assistente di ricerca dell’Ufficio federale per l’uguaglianza delle persone con disabilità. Per esempio, molte persone non possono indossarle da sole oppure hanno difficoltà a livello psicologico o altre ancora non si rendono conto perché le devono indossare. «Le persone colpite e i loro parenti sono quindi esclusi da ristoranti, negozi o scuole - nonostante abbiano un certificato», ha detto ancora Germann. Le persone con problemi di udito hanno inoltre problemi di comprensione se la loro controparte indossa una maschera. Ecco perché si dovrebbe mantenere la distanza e togliersi la maschera quando si parla con persone non udenti. «I disabili devono essere protetti dalla discriminazione», ha sottolineato Germann.

«Non rinunciamo a limitare la diffusione del virus in attesa del vaccino»

La vicepresidente della Task Force Covid-19 Samia Hurst ha poi parlato del vaccino contro il coronavirus appena annunciato. «Non bisogna rinunciare a fare sforzi per limitare la pandemia nella speranza del vaccino», ha asserito Hurst aggiungendo che, in questa fase, ci sono ancora molti aspetti pochi chiari e per un’interpretazione esatta bisogna conoscere ulteriori dettagli». Hurst ha insistito nel suo intervento sul fatto che la situazione rimane grave in Svizzera e che la curva delle infezioni sta solo rallentando; un accenno di inversione di tendenza non è ancora in vista. Il rischio per la salute, l’economia, il sistema sanitario rimane importante e non è quindi il momento di allentare le misure protettive. In alcuni Cantoni non si può escludere, ha aggiunto, che a giorni si possa raggiungere la saturazione delle cure intensive e che sia necessario ricorrere alla selezione dei malati.

Per quanto attiene alle speranze suscitate dall’annuncio di ieri secondo cui Pfizer avrebbe sviluppato un vaccino efficace al 90%, Hurts ha gettato acqua sul fuoco, sostenendo che si tratta senz’altro di una buona notizia, ma che sarebbe prematuro allentare le misure: la situazione rimarrà a suo parere difficile fino alla prossima primavera. Prima di cantar vittoria, insomma, è importante disporre di dati più precisi sul vaccino circa l’efficacia per classi d’età e la sicurezza.

Più di un paziente COVID su due nelle unità di terapia intensiva

A prendere la parola è poi stato il maggiore Andreas Stettbacher informando sui numeri dei letti ospedalieri. Attualmente ci sono 3666 pazienti infetti da coronavirus in ospedale. Di questi, 3068 in letti per acuti, 130 in terapia intensiva e 468 in terapia intensiva. Sono disponibili in totale 590 posti letto per terapia intensiva e 1109 posti letto per terapia intensiva, di cui 394 o 791 occupati (anche senza COVID).

«Ancora lontani dall’allentamento delle misure»

«Al momento siamo ancora lontani dall’allentamento», ha affermato ancora in chiusura di conferenza stampa Stefan Kuster. A stabilire quando ciò diventerà possibile sono numerosi fattori: il numero di casi, i ricoveri ospedalieri, la velocità con cui il virus circola nella società, lo sfruttamento della capacità del sistema sanitario, eccetera. Kuster, inoltre non è ancora pronto a dire con certezza se le misure inasprite ad ottobre abbiano già avuto effetto. È cautamente ottimista. «Si può vedere un appiattimento e una stabilizzazione, ma ancora nessuna inversione di tendenza».

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