Andermatt sulla nuova Via della Seta

OSCE

La località urana si fa ponte fra est e ovest, ospitando la diplomazia e l’economia sino-elvetica e non solo - Domani termina la conferenza internazionale volta a favorire la sostenibilità di nuovi scambi con la Cina

Andermatt sulla nuova Via della Seta
Fra i rappresentanti della politica e dell’economia svizzera hanno partecipato anche Filippo Lombardi, Ignazio Cassis e Sergio Ermotti. (Foto Delegazione svizzera presso l’Assemblea parlamentare dell’OSCE)

Andermatt sulla nuova Via della Seta

Fra i rappresentanti della politica e dell’economia svizzera hanno partecipato anche Filippo Lombardi, Ignazio Cassis e Sergio Ermotti. (Foto Delegazione svizzera presso l’Assemblea parlamentare dell’OSCE)

Andermatt come punto di collegamento fra sud e nord, ma anche ovest e est. La località urana sta attualmente ospitando la terza conferenza internazionale del gruppo di sostegno alle nuove Vie della Seta dell’Assemblea parlamentare dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (AP OSCE). Questa volta è infatti toccato alla delegazione svizzera organizzare l’evento, dedicato alle interazioni fra l’Iniziativa per una nuova Via della Seta (o «Belt and Road Initiative») e la realizzazione degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’OSCE.

La nuova Via della seta è infatti una strategia internazionale del Governo cinese che mira a rafforzare lo sviluppo di infrastrutture e a fare investimenti in 152 Paesi in Asia, Europa, America e Medio Oriente. Un’iniziativa che va sostenuta, ma nell’ambito della quale è necessario stabilire «degli standard che garantiscano uno sviluppo e il finanziamento di infrastrutture sostenibili, basati su principi di buongoverno, sul rispetto dei diritti umani, sulla protezione dell’ambiente e che contrastino i rischi di corruzione», ci spiega il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, membro della delegazione svizzera presso l’AP OSCE. Iniziata il 5 settembre, questa terminerà domani con l’approvazione di una dichiarazione.

Ad Andermatt, luogo scelto come sede dell’evento perché situata nella regione della «Via della seta fra il nord e il sud», il San Gottardo, e quindi anche legata ad AlpTransit, «un progetto che si è rivelato finanziariamente sostenibile», si sono trovati rappresentanti dei 25 Paesi del gruppo di sostegno ed esponenti della diplomazia e dell’economia sino-elvetiche. Fra questi il CEO di UBS Sergio Ermotti e il «ministro» degli esteri Ignazio Cassis. Il messaggio portato dai due ticinesi: la Svizzera ha le possibilità ed è pronta a investire in progetti della nuova Via della Seta, a patto che determinati standard di sostenibilità siano garantiti. Concetti che, ci dice Lombardi, la Cina, rappresentata dal suo ambasciatore in Svizzera Geng Wenbing, sembra riconoscere. Se così fosse, la Svizzera potrebbe a sua volta approfittare della partecipazione a programmi in campi in cui è campionessa, come la costruzione di infrastrutture e nell’abito della finanza.

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