Antiterrorismo, conclusa un’esercitazione in tutta la Svizzera

Sicurezza

Un’operazione durata 52 ore è stata effettuata anche in Ticino nel quadro della Rete nazionale di sicurezza e vi hanno preso parte circa duemila persone e 70 organizzazioni di tutto il Paese

Antiterrorismo, conclusa un’esercitazione in tutta la Svizzera
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Confederazione, Cantoni e città hanno concluso oggi un’esercitazione antiterrorismo di 52 ore. All’operazione, effettuata nel quadro della Rete nazionale di sicurezza, hanno preso parte circa duemila persone e 70 organizzazioni di tutto il Paese, tra cui stati maggiori, servizi federali, Cantoni, città e infrastrutture sensibili. Tra questi anche il Consiglio di Stato ticinese che valuta positivamente le attività svolte durante i tre giorni, che hanno confermato la professionalità e la preparazione degli enti incaricati di garantire la sicurezza nel nostro Cantone.

Si è trattato di valutare l’efficacia della collaborazione fra i vari organi di sicurezza in caso di forte stress. La relazione finale in proposito dovrebbe essere pubblicata a metà del 2020.

Lo scenario ipotizzato era quello da vari attacchi e ricatti operati da un fittizio Fronte di Liberazione Globale, organizzazione di tutti i delusi del sistema, che prendeva di mira la Svizzera, quale polo del capitalismo. L’esercitazione prevedeva uno scenario sul tema della minaccia terroristica persistente e comprendeva fenomeni criminali che, nella realtà, potrebbero toccare anche il nostro Cantone: fra questi, ad esempio, attacchi a infrastrutture critiche, emergenze sanitarie, pressione alle frontiere e possibili attentati. Esercitazione della rete integrata Svizzera per la sicurezza 2019 (ERSS 19) si poneva l’obiettivo di mettere alla prova le strutture e le procedure di sicurezza in vigore nel nostro Paese, di fronte a una minaccia terroristica persistente. Il dispositivo ha inoltre permesso di esercitare, a più livelli, la struttura di condotta cantonale secondo il nuovo concetto di protezione della popolazione. La nuova impostazione vede, in casi gravi, l’entrata in funzione di Stati maggiori di primo intervento (SMEPI), Stati maggiori regionali di condotta (SMRC) e lo Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC) che nella fase acuta vengono diretti dalla Polizia cantonale e dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP) nelle fasi di ripristino.

L’esercitazione ha avuto pochi costi diretti: ha comportato soprattutto un sovraccarico di lavoro per le persone interessate ai vari livelli politici, strategici, operativi e giudiziari, ha spiegato Hans-Jürg Käser, il direttore dell’operazione denominata ERSS 19.

L’ERSS 19 è stata suddivisa in quattro programmi: protezione della popolazione, polizia, esercito e gestione della comunicazione in caso di crisi. Quest’ultima è considerata uno degli aspetti più delicati in situazioni di estrema tensione, con il rischio di una valanga di notizie, e molte anche false.

La fase di concezione si è svolta già nel 2017. I costi complessivi per la pianificazione, l’organizzazione e la realizzazione dell’ERSS 19 sono calcolati con un limite di spesa di 750.000 franchi.

La prima esercitazione di tale portata si era svolta cinque anni fa, con uno scenario che prevedeva un’emergenza dovuta a una penuria di elettricità e a una pandemia influenzale.

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