Armi, l’«Iniziativa correttiva» potrebbe essere ritirata

berna

La coalizione che ha dato alla luce il testo è favorevole a una delle due varianti del controprogetto, la cui fase di consultazione scade proprio oggi

Armi, l’«Iniziativa correttiva» potrebbe essere ritirata
© CdT/Archivio

Armi, l’«Iniziativa correttiva» potrebbe essere ritirata

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L’iniziativa popolare «Contro le esportazioni di armi in Paesi teatro di guerre civili», meglio conosciuta come «Iniziativa correttiva», potrebbe essere ritirata. La coalizione che ha partorito il testo infatti è favorevole a una delle due varianti del controprogetto, la cui fase di consultazione scade oggi.

L’iniziativa esige che i criteri di autorizzazione applicabili all’export di materiale bellico siano regolati non più da un’ordinanza, bensì dalla Costituzione. Assumerebbero così la forma di divieti, con il Consiglio federale che si vedrebbe tolta la competenza di apportare modifiche.

Inoltre, secondo gli autori, la vendita di armi verso Stati confrontati con una guerra civile o che violano gravemente e sistematicamente i diritti umani deve essere impedita senza eccezioni.

Ritenendo eccessive le rivendicazioni del testo, il governo ha confezionato un controprogetto, in due varianti, che ha messo in consultazione a marzo.

La prima proposta dell’esecutivo mantiene possibile l’esportazione di armi in Paesi che violano i diritti umani, critica in una nota odierna la coalizione. Ciò rimarrebbe fattibile in circostanze eccezionali oppure se la salvaguardia degli interessi di uno Stato in materia di politica estera o di sicurezza lo esigesse.

Gli iniziativisti scartano dunque questa soluzione, ma accolgono la seconda, più restrittiva, dato che risponde ai tre obiettivi principali del testo. Essa non prevede né eccezioni per alcuni Paesi né deroghe concesse dall’esecutivo. «Proponiamo un compromesso al Consiglio federale. Speriamo che accetterà quest’offerta», ha affermato il copresidente della coalizione e consigliere nazionale Martin Landolt (PBD/GL).

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