Asilo, procedure accelerate in calo

SVIZZERA

Nel giugno 2020 il TAF aveva bacchettato la SEM per aver ripetutamente violato i diritti garantiti ai richiedenti asilo – A dodici mesi di distanza c’è un calo, con conseguente aumento dei procedure secondo il sistema ampliato

Asilo, procedure accelerate in calo
© KEYSTONE/Gian Ehrenzeller

Asilo, procedure accelerate in calo

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Le procedure accelerate per l’esame delle richieste di asilo sono in calo. Lo confermano le ultime cifre pubblicate dalla Segreteria di stato della migrazione (SEM), che ha adeguato la sua prassi dopo due sentenze del Tribunale amministrativo federale (TAF), secondo cui i maggiori chiarimenti eseguiti non sono stati eseguiti in maniera abbastanza approfondita.

La notizia, diffusa oggi da radio SRF, è confermata dalla SEM a Keystone-ATS. Dalla fine del 2019, i criteri per il rinvio dei richiedenti sono stati precisati. Di conseguenza, è cresciuto il numero di procedure svolte secondo il sistema ampliato.

L’esame accelerato delle domande, entrato in vigore nel marzo 2019, prevede che i dossier vengano valutati entro 140 giorni. Dall’entrata in vigore e fino al 31 dicembre 2019 sono così state sbrigate 2.523 pratiche, salite a 2.629 nel 2020. Quest’anno, alla fine di giugno il numero di dossier analizzati mediante procedura celere si è attestato a 1.369. Di conseguenza, è salito il numero di richieste di asilo sottoposte a una procedura ampliata (durata circa un anno): 453 nel 2019, 1.575 nel 2020, 1.535 fino a giugno 2021.

Nello stesso periodo di tempo, a causa della pandemia di coronavirus, è sceso anche il numero di richieste di asilo: -22% nel 2020 a 11.041. L’anno precedente, la SEM aveva registrato 14.269 domande di asilo, in calo del 6,5% rispetto al 2019 e il punto più basso dal 2007.

In caso di esito negativo al termine di una procedura accelerata, il richiedente ha sette giorni di tempo - 30 per i casi più complessi - per ricorrere al TAF. I ricorrenti possono fare capo a un avvocato per far valere i loro diritti.

Nel giugno 2020 il TAF aveva bacchettato la SEM per aver ripetutamente violato i diritti garantiti ai richiedenti asilo nell’ambito delle procedure accelerate. In particolare, quando ci si rende conto di essere di fronte a casi complessi, la SEM dovrebbe optare per una procedura estesa.

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