Asta forzata per le opere del collezionista Schwarzenbach

Giustizia

Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale - L’albergatore e amante dell’arte deve versare alle varie autorità fiscali elvetiche una somma di 270-300 milioni di franchi

Asta forzata per le opere del collezionista Schwarzenbach
© CdT/Zocchetti

Asta forzata per le opere del collezionista Schwarzenbach

© CdT/Zocchetti

Le 114 opere del collezionista d’arte e albergatore Urs E. Schwarzenbach potranno essere vendute all’asta dall’Amministrazione federale delle dogane (AFD) dato che lo zurighese non ha rispettato il termine per il pagamento dell’anticipo per il procedimento giudiziario. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF), che ha tolto un provvedimento superprovvisionale emesso a dicembre.

Un ultimo tentativo del collezionista di bloccare la vendita all’incanto, adducendo una concatenazione di eventi che gli avrebbero impedito di procedere al pagamento nei tempi previsti, non è andato a buon fine.

La vendita all’asta, organizzata dall’AFD, avrebbe già dovuto avvenire a inizio dicembre presso - stando a notizie di stampa - la galleria Koller di Zurigo. Con essa l’AFD intendeva racimolare una parte degli undici milioni di franchi di mancato pagamento dell’imposta sull’importazione di opere d’arte da parte di Schwarzenbach.

Le autorità, sin dal 2013, in distinte operazioni in vari luoghi hanno sequestrato oltre 200 opere del collezionista presunto evasore fiscale. La misura più spettacolare è avvenuta nel luglio del 2017, quando l’AFD aveva ordinato la confisca di una trentina di lavori esposti al Dolder Grand, l’hotel più lussuoso di Zurigo, di proprietà di Schwarzenbach. Le opere che verranno vendute all’incanto provengono da questi sequestri.

Il contenzioso fra Urs Schwarzenbach, l’AFD e le autorità fiscali della Confederazione e del Canton Zurigo dura ormai da anni. Le autorità rimproverano al collezionista di aver importato illegalmente opere d’arte in Svizzera e di avere praticato un commercio internazionale su larga scala senza dichiarare tale attività. A seconda delle fonti il collezionista deve versare alle varie autorità fiscali una somma di 270-300 milioni di franchi.

La sentenza non è ancora in vigore, poiché contro di la stessa potrà essere presentato ricorso al Tribunale federale (TF).

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 2

    Molti ospedali chiedono l’orario ridotto

    coronavirus

    A causa del coronavirus diversi nosocomi sono costretti a rimandare determinati interventi e le terapie non urgenti, arrivando anche a chiudere singoli reparti

  • 3

    Anche il CERN entra in scena

    coronavirus

    La struttura con sede a Meyrin ha istitutito un gruppo di lavoro nella battaglia contro la covid-19 e dispone di mezzi scientifici e informatici che possono fornire un apporto non indifferente per contrastare la pandemia

  • 4
  • 5

    Dalla Cina materiale sanitario per la Svizzera

    coronavirus

    Il consigliere federale Ignazio Cassis ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli esteri cinese Wang Yi - Soluzioni migliori per gli aerei cargo e gli auguri al Ticino

  • 1
  • 1