Berna dice «sì» alla vaccinazione di richiamo per tutti

PANDEMIA

L’Ufficio federale della sanità pubblica e la Commissione federale per le vaccinazioni raccomandano la vaccinazione di richiamo per la popolazione generale, comprese quindi le persone con meno di 65 anni – Booster con Moderna solo a partire dai 18 anni e metà dose (0,25 ml)

Berna dice «sì» alla vaccinazione di richiamo per tutti
© CdT/Gabriele Putzu

Berna dice «sì» alla vaccinazione di richiamo per tutti

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«Ci attendiamo ragionevolmente a breve, se non a brevissimo, che le raccomandazioni della Confederazione siano estese almeno ai malati a rischio con meno di 65 anni, a tutte le persone che assistono i malati a rischio e al personale sanitario». Così si era espresso ieri in conferenza stampa Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale, in merito all’estensione da parte di Berna della raccomandazione della dose di richiamo a tutti gli over 16. E oggi l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e la Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) raccomandano la vaccinazione di richiamo per la popolazione generale, comprese quindi le persone con meno di 65 anni. Una decisione presa alla luce del chiaro aumento del numero di casi di COVID-19 in Svizzera, per non parlare della nuova variante sudafricana del virus (il cui primo caso europeo è stato rilevato in Beglio).

Il booster dovrebbe essere somministrato al più presto sei mesi dopo la vaccinazione completa. Finora la vaccinazione di richiamo era raccomandata alle persone con più di 65 anni e a quelle più giovani con malattie gravi preesistenti, poiché la loro protezione vaccinale da decorsi gravi diminuisce progressivamente e in caso di contagio il rischio che si ammalino in modo grave o debbano essere ospedalizzati aumenta. Per il momento sono state vaccinate più di 350.000 persone. «Nella maggior parte dei Cantoni, le persone anziane che lo desiderano otterranno la vaccinazione di richiamo entro fine anno», scrive l’UFSP. Ma sono circa 1,2 milioni le persone con più di 65 anni a cui è stata somministrata la vaccinazione completa sei mesi fa e per le quali una vaccinazione di richiamo dovrebbe essere data in novembre o dicembre, se possibile.

Estendendo la vaccinazione di richiamo a tutti dall’età di 16 anni, l’UFSP e la CFV perseguono l’obiettivo di contribuire a evitare il sovraccarico del sistema sanitario. La raccomandazione si basa sull’estensione dell’omologazione da parte di Swissmedic dei due vaccini a mRNA per la vaccinazione di richiamo (con Pfizer per persone a partire dai 16 anni e con Moderna a partire dai 18). Alle persone al di sotto dei 30 anni è raccomandata preferibilmente la vaccinazione di richiamo con il vaccino di Pfizer, a prescindere dal vaccino utilizzato per l’immunizzazione di base. In linea di principio, nei limiti del possibile va somministrato lo stesso vaccino a mRNA utilizzato per l’immunizzazione di base. Se quest’ultimo non è disponibile in loco può essere impiegato anche l’altro vaccino a mRNA.

Dal canto suo, Swissmedic comunica che da subito può essere effettuata una vaccinazione di richiamo (dose booster) con il vaccino a mRNA anti COVID-19 di Moderna a tutte le persone di età pari o superiore ai 18 anni, alle persone particolarmente a rischio a partire dai 12 anni. In ogni caso, la condizione da soddisfare è che la seconda dose sia stata somministrata almeno sei mesi prima. Il ciclo di immunizzazione di base con Spikevax avviene con due dosi da 0,5 ml a intervalli di un mese. Per la vaccinazione di richiamo viene somministrata metà dose (0,25 ml).

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