«Berna dovrebbe assumersi i costi dei test finché vige l’obbligo del pass»

COVID-19

Lo ha ribadito la Commissione della sanità del Consiglio nazionale in una lettera indirizzata al Consiglio federale in seguito alle decisioni governative della settimana scorsa

«Berna dovrebbe assumersi i costi dei test finché vige l’obbligo del pass»
© CdT/Chiara Zocchetti

«Berna dovrebbe assumersi i costi dei test finché vige l’obbligo del pass»

© CdT/Chiara Zocchetti

Finché vige l’obbligo esteso del certificato, la Confederazione dovrebbe assumersi i costi dei test antigenici.

Lo ha ribadito la Commissione della sanità del Consiglio nazionale in una lettera indirizzata al Consiglio federale in seguito alle decisioni governative della settimana scorsa. La commissione ha espresso una raccomandazione: una mozione che prevedeva un obbligo di assumersi i costi è stata però respinta con un solo voto di scarto.

Inoltre, stando alla Commissione, chi è risultato negativo durante un test PCR aggregato effettuato sul posto di lavoro o in un istituto scolastico deve ricevere un certificato, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari.

Venerdì scorso, nonostante il parere contrario della stessa commissione, il Governo aveva deciso di prolungare la gratuità dei test dal primo di ottobre al 10 di ottobre, e di assumersi i costi delle analisi per chi è stato vaccinato una sola volta fino al 30 novembre per lasciare il tempo a queste persone di ricevere una seconda dose. Nulla cambierebbe invece per i giovani sotto i 16 anni, le persone che per ragioni mediche non possono ricorrere alla vaccinazione, per chi accusa sintomi della malattia e anche per chi intende rendere visita a un parente ricoverato all’ospedale o in una casa per anziani. Per l’esecutivo, una proroga sine die della gratuità per tutti comporterebbe costi altissimi, fino a 50 milioni di franchi a settimana.

Consultata su questa decisione del Consiglio federale, la Commissione non ha però cambiato idea: a suo parere, «la vaccinazione è fondamentale per combattere la pandemia ma (...) non dovrebbe esserci un obbligo vaccinale di fatto». La Commissione chiede che la Confederazione assuma i costi dei testi antigenici rapidi per tutti, finché vige l’obbligo del certificato all’interno di ristoranti, strutture per la cultura e il tempo libero nonché per le manifestazioni nei luoghi chiusi (17 voti a 7).

La Commissione ha poi raccomandato all’unanimità al Consiglio federale di assicurarsi che i Cantoni rilascino certificati COVID-19 alle persone risultate negative nel quadro di test PCR ripetitivi aggregati (effettuati in particolare nelle imprese e negli istituti scolastici).

La commissione ha poi respinto due proposte di iniziative parlamentari volte ad adeguare le norme relative all’assunzione dei costi dei test con una modifica urgente della legge COVID-19. Ha anche rigettato una proposta di obbligare il Consiglio federale mediante una mozione a offrire test gratuiti fintanto che vige l’obbligo esteso del certificato (11 voti a 11, 2 astensioni e il voto preponderante del presidente).

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1

    La Svizzera è nel mirino dei criminali informatici

    Sicurezza digitale

    Un numero crescente di aziende e istituzioni della Confederazione è vittima di attacchi – Secondo il delegato del Centro nazionale per la cibersicurezza Florian Schütz, «molte imprese elvetiche hanno ancora misure di protezione insufficienti»

  • 2

    Test necessari o ingiustificati?

    Domande e risposte

    Il 13 febbraio si voterà sull’iniziativa «Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani - Sì ad approcci di ricerca che favoriscano la sicurezza e il progresso» - Ecco, in sei punti, il contesto e gli argomenti dei sostenitori e degli oppositori

  • 3

    «Costi della salute alle stelle», ma i medici scuotono la testa

    Sanità

    Santésuisse avverte: nel 2021 l’aumento è del 5%, i premi potrebbero aumentare parecchio — Lievitati in particolare gli oneri per la fisioterapia, il settore ambulatoriale e le cure a domicilio — Franco Denti: «Conclusioni tratte in modo intellettualmente scorretto»

  • 4
  • 5
  • 1
  • 1