Berna firma altri tre contratti per nuove dosi di vaccini

Coronavirus

Accordi stipulato dalla Confederazione con la tedesca Curevac, con l’americana Novavax e con Moderna, per ulteriori dosi

Berna firma altri tre contratti per nuove dosi di vaccini
Sebastian Gollnow/dpa via AP

Berna firma altri tre contratti per nuove dosi di vaccini

Sebastian Gollnow/dpa via AP

La Svizzera ha stipulato contratti con due nuovi fornitori di vaccini anti-Covid: uno con l’azienda tedesca Curevac, per la fornitura di 5 milioni di dosi di vaccino, e un contratto preliminare con Novavax per altri 6 milioni di dosi.

Oltre ai due nuovi fornitori, un nuovo contratto è stato stipulato con Moderna per la fornitura di altri 6 milioni di dosi, indica in una nota l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il volume complessivo di fornitura del vaccino Moderna, già omologato da Swissmedic, sale così a 13,5 milioni di dosi.

Curevac: vaccino a tecnologia mRNA

Al pari dei vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna, anche quello di Curevac si avvale della tecnologia mRNA (o RNA messaggero). Questo vaccino si trova nella terza fase dei test clinici. L’UFSP prevede che il vaccino Curevac potrà essere fornito alla Svizzera «probabilmente a partire dal secondo trimestre 2021». Visto che anche in questo caso sono previste due dosi, le autorità sanitarie prevedono di poter proteggere 2,5 milioni di persone da un decorso grave di Covid-19.

Il contratto si basa su un accordo di fornitura stipulato tra la Commissione europea e l’azienda. Per gli Stati SEE Norvegia, Islanda e Svizzera, che non fanno parte dell’UE, sarà la Svezia a ordinare le dosi e a rivenderle loro senza profitto.

Novavax: vaccino a base proteica

Quello di Novavax è invece un vaccino a base proteica. La fornitura è prevista in questo caso, non appena il contratto sarà finalizzato, a partire dal secondo trimestre 2021, a patto che il preparato sia omologato da Swissmedic. Con due iniezioni necessarie, le 6 milioni di dosi saranno sufficienti per immunizzare 3 milioni di persone.

Il vaccino a base proteica, che contiene le cosiddette proteine «Spike» del nuovo coronavirus, rappresentano una terza tecnologia che andrà ad aggiungersi ai vaccini a mRNA e a quello con tecnologia vettoriale di AstraZeneca. Con questa tecnologia, il sistema immunitario riconoscere le proteine e sviluppa anticorpi in preparazione di un’infezione del virus. Come il vaccino di Curevac, anche quello di Novavax si trova attualmente nella terza fase dei test.

Altre dosi da Moderna

Le nuove dosi ordinate da Moderna»saranno fornite in modo scaglionato a partire dalla seconda metà di quest’anno». Il contratto permetterà inoltre, «se necessario, di adeguare una parte delle forniture e di effettuarle soltanto nel primo semestre del 2022». Sempre stando alla nota, «Moderna sta già lavorando a un vaccino di richiamo che protegga anche dalle future mutazioni del virus».

Azione ad ampio raggio

Finora la Confederazione ha firmato contratti con cinque fabbricanti di vaccini: Moderna (ca. 13,5 mio. di dosi), Pfizer/BioNTech (ca. 3 mio. di dosi), AstraZeneca (ca. 5,3 mio. di dosi) e ora Curevac (5 mio. di dosi) e Novavax (6 mio.).

L’acquisto di vaccini da diversi fabbricanti deve garantire che, anche in caso di difficoltà nella fornitura, la popolazione abbia a disposizione sufficienti dosi di un vaccino omologato.

La Svizzera aderisce inoltre all’iniziativa internazionale COVAX: l’obiettivo è di garantire che fino al 20% della popolazione svizzera possa aver accesso ai vaccini e, contemporaneamente, di sostenere i Paesi economicamente più deboli ad accedere ai vaccini anti-COVID-19.

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