Berna non riapre, ma il rientro è garantito

dal 3 giugno

La Svizzera non asseconda l’Italia sulla riapertura delle frontiere dal 3 giugno e mantiene fino a nuovo avviso le restrizioni in vigore - Ancora vietato il turismo degli acquisti

Berna non riapre, ma il rientro è garantito
© CdT/Gabriele Putzu

Berna non riapre, ma il rientro è garantito

© CdT/Gabriele Putzu

Come noto, l’Italia ha deciso di abolire da domani, 3 giugno 2020, le proprie restrizioni d’entrata alle frontiere interne di Schengen con i Paesi limitrofi. Poiché ritiene che sarebbe prematuro concedere la reciprocità all’Italia a partire dalla suddetta data, la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) comunica che la Svizzera, alla stregua degli altri Paesi limitrofi dell’Italia, ha informato il governo italiano sulla decisione di mantenere fino a nuovo avviso le restrizioni in vigore.

I cittadini svizzeri e del Liechtenstein nonché gli stranieri titolari di un permesso di soggiorno svizzero che si recheranno in Italia a partire dal 3 giugno potranno tornare in Svizzera. D’intesa con i Cantoni confinanti, il Consiglio federale prevede di coordinare con gli altri Paesi limitrofi dell’Italia l’apertura delle frontiere svizzere. Le comunicazioni che seguono sono state trattate, quasi contemporaneamente alla loro pubblicazione, anche in una conferenza stampa del Governo ticinese (leggi qui).

Rimangono in vigore le restrizione d'entrata in Svizzera

Fino a nuovo avviso, l’entrata in Svizzera in provenienza dall’Italia resta disciplinata come segue:

- I controlli ai valichi di frontiera con l’Italia continuano a essere svolti in funzione dei rischi, ma sono intensificati. L’Amministrazione federale delle dogane (AFD) rifiuta l’entrata alle persone che non adempiono le condizioni.

- Sono in sostanza autorizzati a entrare in Svizzera soltanto i cittadini svizzeri nonché i cittadini stranieri titolari di un permesso di soggiorno svizzero o la cui entrata è urgentemente necessaria a causa della situazione personale. Resta vietata l’entrata per motivi non menzionati nell’ordinanza 2 COVID‑19 o nelle istruzioni della Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Il divieto include ad esempio la ricerca di un lavoro o l’entrata a fini turistici.

- I frontalieri possono, come finora, venire in Svizzera per lavoro e tornare in Italia.

- Il turismo degli acquisti tra i due Paesi resta vietato.

- Gli stranieri che entrano in Svizzera in provenienza da un Paese limitrofo possono transitare per il nostro Paese per recarsi in Italia e anche per tornare nel loro Paese di provenienza. Se vi è motivo di credere che dopo l’entrata non sia possibile lasciare la Svizzera, l’entrata in Svizzera ai fini del transito è rifiutata.

- I cittadini svizzeri e del Liechtenstein nonché gli stranieri titolari di un permesso di soggiorno svizzero, ormai autorizzati a recarsi in Italia, potranno tornare in Svizzera o nel Liechtenstein.

- Se necessario, il Dipartimento federale dell’interno (DFI) può, d’intesa con il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e il Dipartimento federale delle finanze (DFF), ordinare misure sanitarie al confine per determinate categorie di persone provenienti da un Paese a rischio secondo l’ordinanza 2 COVID‑19.

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