Berna punta al vaccino di Johnson&Johnson, ma per ora non ordina le dosi

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L’approvazione da parte di Swissmedic del preparato dovrebbe avvenire a marzo, la Confederazione non procede tuttavia ancora a siglare contratti con l’azienda: che si sia scottata dopo il caso (ancora irrisolto) di AstraZeneca?

Berna punta al vaccino di Johnson&Johnson, ma per ora non ordina le dosi
© AP/Lee Jin-man

Berna punta al vaccino di Johnson&Johnson, ma per ora non ordina le dosi

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La Svizzera potrebbe avere presto un nuovo vaccino. L’approvazione da parte dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic del preparato dell’azienda statunitense Johnson&Johnson dovrebbe infatti avvenire a marzo, come anticipa il Tages-Anzeiger in base a «fonti ben informate». Contrariamente a come ha agito nell’attesa di altre omologazioni, la Confederazione, questa volta, non ha però ancora ordinato nessuna dose. Il portavoce di Johnson&Johnson Thomas Moser ha confermato al quotidiano svizzerotedesco che l’azienda ha presentato la domanda di autorizzazione a Swissmedic già nel mese di dicembre e l’Ufficio federale della sanità pubblica sta negoziando con la casa farmaceutica da gennaio. Fino adesso, però, Berna non ha presentato nessuna richiesta.

Agire differente rispetto a quanto fatto con AstraZeneca

Con il vaccino di AstraZeneca, lo ricordiamo, l’atteggiamento della Confederazione è stato opposto. Berna ha cioè concluso all’inizio di febbraio un contratto di acquisto di 5,3 milioni di dosi, lo stesso giorno, tuttavia, l’autorità di vigilanza sui farmaci Swissmedic ha fatto sapere che i dati disponibili e valutati sul prodotto dell’azienda anglo-svedese non erano ancora sufficienti per procedere con un’omologazione e che occorrevano ulteriori dati di nuovi studi per ottenere informazioni sulla sicurezza, sull’efficacia e sulla qualità del preparato. È pur vero che il siero di AstraZeneca è poi stato al centro di polemiche per i motivi più svariati, al punto da indurre le autorità federali a considerare la possibilità di rivendere le fiale ordinate con anticipo.

Maggiore prudenza?

Potrebbe essere questo quindi il motivo per il quale, ora, si procede con maggiore cautela. Vero è, tuttavia, che questa prudenza implicherà poi - nel momento in cui il vaccino si dovesse rivelare efficace - tempi più lunghi per il suo ottenimento: un rischio non da poco in considerazione dei molti ritardi annunciati per le consegne dei vaccini Pfizer e Moderna.

Cosa hanno in più AstraZeneca e Johnson&Johnson

Malgrado ancora non ci sia l’approvazione dell’autorità federale competente, i vantaggi finora accertati che hanno i prodotti di AstraZeneca e Johnson&Johnson rispetto a quelli già omologati sono: nel primo caso, il fatto che sia economico e disponibile, che può essere conservato in un normale frigorifero e somministrato dalle farmacie; nel secondo caso, la sua prerogativa è che non necessita di un richiamo ma, per l’immunità, l’azienda garantisce basti una sola dose.

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