Berset: «Il rischio di una seconda ondata esiste»

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«Il virus c’è ancora, e le regole della distanza e dell’igiene sono ancora essenziali», scrive il consigliere federale in un commento pubblicato oggi sulle testate di Tamedia

Berset: «Il rischio di una seconda ondata esiste»
© KEYSTONE/Peter Klaunzer

Berset: «Il rischio di una seconda ondata esiste»

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Nonostante i segnali incoraggianti per come la Svizzera abbia affrontato la crisi del coronavirus, resta il pericolo di una ricaduta. I preparativi per una possibile seconda ondata di contagi sono in corso, afferma il Consigliere federale Alain Berset.

«Il virus c’è ancora, e le regole della distanza e dell’igiene sono ancora essenziali», scrive il «ministro della sanità» in un commento pubblicato oggi sulle testate di Tamedia.

Quello che stiamo vivendo è un atto di equilibrio quotidiano tra gioia di vivere e disciplina. «Chi è attento protegge gli altri. E agendo con cautela, gli altri ci proteggono».

La responsabilità personale porta così alla solidarietà e promuove il senso di comunità. «Abbiamo dimostrato che ci siamo l’uno per l’altro quando conta», afferma il capo del Dipartimento federale dell’interno (DFI).

Per molto tempo la nostra vita quotidiana è stata quasi irriconoscibile. Ed è proprio in questo periodo che le qualità che definiscono la Svizzera sono diventate più evidenti: pragmatismo, spirito pubblico, flessibilità e modestia.

La solidarietà sarà importante anche in futuro. I lavoratori in settori di importanza sistemica, che per la maggior parte sono donne, devono avere una situazione finanziaria migliore, sostiene Berset.

Verso la revoca della «situazione straordinaria»

Secondo il ministro dell’interno, la situazione straordinaria proclamata dal Consiglio federale non ha indebolito la democrazia. Rimarrà un breve episodio e sarà revocata nei prossimi giorni, ha ribadito Berset confermando precedenti dichiarazioni.

Secondo i giornali di Tamedia, i presidenti di PLR, UDC, e PPD, come pure i Cantoni, insistono affinché il Consiglio federale decida di ritornare direttamente dalla situazione straordinaria a quella normale, invece che passare attraverso la «situazione particolare» prevista dalla legge sulle epidemie. Anche in questo caso il governo manterrebbe infatti poteri speciali di vasta portata.

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