Berset: «La situazione non evolve come speravamo»

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Secondo il consigliere federale la situazione attuale resta preoccupante e ha esortato i cantoni a reagire rapidamente agli ulteriori sviluppi della crisi sanitaria

Berset: «La situazione non evolve come speravamo»
© KEYSTONE/Peter Klaunzer

Berset: «La situazione non evolve come speravamo»

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A tre settimane dal Natale, la situazione sul fronte del coronavirus in Svizzera rimane «molto preoccupante», secondo il consigliere federale Alain Berset. Le infezioni, che erano diminuite nel mese di novembre, sono ora stagnanti o addirittura in aumento nella Svizzera tedesca.

Dopo un’evoluzione che per diverse settimane era considerata «buona» - con il numero il numero di nuove infezioni che si dimezzava ogni due settimane - ci si sta ora fermando ad un livello elevato di 4’000-5’000 casi al giorno, ha sottolineato il consigliere federale in un incontro con la stampa organizzato a Muttenz (BL).

L’obiettivo era di scendere a 1000 infezioni quotidiane entro Natale. «Si continuiamo così non ce la faremo», ha deplorato il «ministro della sanità». Il capo del Dipartimento federale dell’interno ha invitato i Cantoni a non aspettare troppo prima di reagire agli sviluppi. Come esempi positivi, ha messo in evidenza i cantoni della Svizzera romanda, i primi ad aver reagito con misure severe, di cui ora stanno raccogliendo i frutti.

A Muttenz, il consigliere federale socialista ha visitato un ospedale e un centro di test per il Covid, in presenza dei consiglieri di Stato di Basilea Campagna Thomas Weber (UDC) e Kathrin Schweizer (PS).

Sci e Feste le «principali preoccupazioni»

Per quanto riguarda l’apertura delle stazioni sciistiche, Berset ha detto che «la Svizzera non reagirà alle pressioni di altri Paesi». Quella delle Feste rimane tuttavia «una delle più grandi sfide e preoccupazioni».

Durante le Feste di Natale e le vacanze sulla neve bisognerà quindi rimanere particolarmente prudenti. «Si sa che un solo evento può avere gravi conseguenze», ha detto Berset. La Svizzera rischia un danno d’immagine «se ci fossero improvvise epidemie in tutta Europa e altri dicessero che provengono dalla Svizzera».

Per questo «i piani di protezione dovranno essere applicati scrupolosamente». Le discussioni con i cantoni turistici e le aree sciistiche proseguiranno nei prossimi giorni. E se l’approccio scelto dalla Svizzera non dovesse funzionare, «ulteriori misure saranno inevitabili», ha avvertito Berset.

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