Bloccati a Kloten per 48 ore, Swiss ammette l’errore

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L’odissea di una famiglia del Locarnese e di tanti altri passeggeri del volo LX92 Zurigo-San Paolo, a terra per due giorni a causa di problemi con i test PCR - La compagnia aerea si scusa: «C’è stata un’incomprensione e possibili compensazioni sono al vaglio»

Bloccati a Kloten per 48 ore, Swiss ammette l’errore
© KEYSTONE/Walter Bi

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«Ci scusiamo per gli inconvenienti causati e ci scusiamo con i passeggeri». La compagnia aerea Swiss ha deciso di esprimersi su quella che alcuni viaggiatori - tra cui anche una famiglia ticinese che ci ha raccontato l’accaduto - hanno definito una vera e propria odissea. Sono rimasti bloccati all’aeroporto di Kloten per due giorni a causa prima della lentezza dei controlli dei test PCR (quelli che attestano di non essere positivi alla COVID) e poi, il giorno dopo, per un incomprensione con le autorità brasiliane.

A letto senza cena
Tutto inizia venerdì sera a bordo del volo LX92, previsto alle 23 tra Zurigo e San Paolo. A bordo come detto anche una famiglia del Locarnese, che poi avrebbe preso una coincidenza per Rio de Janeiro per passare le vacanze estive in Brasile. Tutto sembra filare liscio e procedere come da programma. Perlomeno fino a quell’annuncio: «Buonasera, è il comandante che vi parla». I passeggeri vengono invitati a lasciare l’aereo e a tornare in aeroporto. «Ci hanno detto - ci ha spiegato la famiglia che era a bordo - che una passeggera non aveva a portata di mano il test PCR». «Per i controlli - conferma Swiss - sono durati più del previsto e questo ha ritardato la partenza. Poi a causa del divieto di voli notturni dall’aeroporto di Kloten è stato necessario cancellare il volo» e invitare i passeggeri a prendere quelli del giorno successivo. Situazioni sgradevoli, sì, ma che possono capitare. Ma la cosa più grave accade il giorno seguente. Ma non bruciamo le tappe del racconto e torniamo al punto precedente. Per i passeggeri la delusione è tanta, e c’è chi si lamenta per il trattamento subito. Il fatto di aver ricevuto da Swiss unicamente una banana, dei cioccolatini e una bottiglia d’acqua come «cena» (con tutti i ristoranti della zona chiusa) e di aver ricevuto le chiavi dell’hotel solo alle 3.30 di notte. Delusi e arrabbiati, anche se ancora non sapevano cosa sarebbe accaduto il giorno successivo...

Rispediti di nuovo in hotel
Il giorno successivo, sabato, Swiss ha in programma due voli per San Paolo. Uno al pomeriggio e uno alla sera. A tutti i passeggeri del volo LX92, quello annullato il giorno prima, viene detto di non preoccuparsi di rifare il test PCR. Anche se scaduto (la validità è unicamente di 48 ore) le autorità brasiliane avrebbero - così viene detto ai passeggeri - garantito un’estensione della validità dei test PCR. La famiglia locarnese ha qualche dubbio, e per scrupolo chiede per sicurezza se davvero non è necessario rifare il test. Anche perché, dovendo stare a Kloten ancora tutto il giorno, avrebbe tutto il tempo di farne uno nuovo. «No, no. Tranquilli. Non c’è bisogno», viene loro risposto. E invece la sera, quando si presentano al gate per imbarcarsi di nuovo sul loro aereo, vengono fermati e rispediti in albergo. Come mai? «Il test PCR è scaduto e non potete salire». Al gate scoppia un vero parapiglia, con i passeggeri che non ne possono più e - a quanto pare - una donna che viene perfino colta da un malore. Altra notte in albergo, altra giornata passata a Kloten prima di fare al volo un nuovo test PCR e finalmente - con 48 ore di ritardo - partire per il Sud America dopo aver perso chiaramente la coincidenza per Rio e aver perso altre ore preziose alla ricerca delle proprie valigie (spedite, quelle sì, già il sabato a San Paolo).

Spiegazioni e compensazioni
«Le autorità brasiliane - ci spiega Swiss - avevano esteso la validità dei test PCR solo al volo di sabato pomeriggio, non a quello di sabato sera. I nostri addetti non sapevano di questa distinzione». Motivo per cui, appunto, la compagnia aerea ha deciso di scusarsi. «Una possibile compensazione per i passeggeri colpiti è in fase di esame».

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