Blocher contro il pass: «Segnali di una dittatura»

La reazione

Secondo l’ex consigliere federale i politici tendono sempre a estendere il proprio potere se non viene impedito loro di farlo – Favorevole ai test a pagamento

Blocher contro il pass: «Segnali di una dittatura»
© CdT/Chiara Zocchetti

Blocher contro il pass: «Segnali di una dittatura»

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L’ex consigliere federale Christoph Blocher è contrario all’estensione del passaporto sanitario. A suo avviso, lo Stato dovrebbe dar prova di moderazione e la libertà dei cittadini essere in primo piano.

Durante la pandemia, lo Stato ha avuto i pieni poteri. Ciò è pericoloso. I politici tendono sempre a estendere il proprio potere se non viene loro impedito di farlo, ha sottolineato Blocher in un’intervista pubblicata oggi dalla NZZ.

I segnali di una dittatura ci sono, ha aggiunto lo zurighese, ripetendo osservazioni già fatte da sua figlia, la consigliera nazionale Magdalena Martullo-Blocher (UDC/GR). Secondo il «leader storico» dell’UDC, una dittatura può pure essere introdotta in modo «pseudo-democratico».

La situazione straordinaria conferisce al Consiglio federale un potere straordinario. Lo Stato di diritto viene aggirato, forse anche legalmente, ha rilevato Blocher, aggiungendo che l’amministrazione detta ciò che deve essere fatto in maniera dittatoriale. Ciò deve essere preso sul serio.

Per test a pagamento

Alla domanda se l’UDC non dovrebbe distanziarsi maggiormente da fanatici scettici sulla vaccinazione, Blocher ha risposto che oggi cittadini onorevoli come i «Freiheitstrychler» (un gruppo della Svizzera centrale che si oppone decisamente alle misure per combattere il coronavirus, manifestando spesso al suono di campanacci ndr) vengono condannati semplicemente poiché hanno un’opinione differente.

L’ex ministro ha inoltre difeso il consigliere federale UDC Ueli Maurer che si era mostrato lo scorso week-end con una maglietta di questo gruppo durante una manifestazione. Occorre notare che se Maurer è andato incontro a queste persone e ha parlato con loro, lo ha fatto anche per solidarietà verso gli individui che la pensano diversamente, ha spiegato Blocher.

Il tribuno zurighese ha precisato che, per interesse personale, si è fatto vaccinare contro il coronavirus poiché non voleva ammalarsi. Ha ricordato che l’iniezione è sicura al 95% e che in caso di infezione il decorso della malattia è meno grave rispetto alle persone non vaccinate. Blocher si è inoltre dichiarato favorevole al fatto che i test in futuro siano a pagamento.

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