Bocciate entrambe le iniziative

votazioni federali

Tutti e due gli oggetti in votazione sono stati respinti dalla maggioranza dei Cantoni - In Ticino il testo «Per imprese responsabili» è passato con il 54,2% dei voti, trend opposto per l’altra iniziativa che non è stata accolta con il 55,2%

Bocciate entrambe le iniziative
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott

Bocciate entrambe le iniziative

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(Aggiornato alle 16.50) L’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» è stata respinta dalla maggioranza dei cantoni, tra cui Ticino (55,21% di no) e Grigioni (61,26%). La modifica costituzionale promossa dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) è stata accolta finora solo da Giura (55,01%), Ginevra (53,12%) e Neuchâtel (52,27%). A respingerla pesantemente sono stati i cantoni di Nidvaldo (75,18% di no), Svitto (74,24%), Obvaldo (72,58%), Uri e Appenzello Interno (entrambi con il 71,23%).

Obiettivo fallito anche per l’iniziativa «Per imprese responsabili». Il testo, in virtù dell’opposizione di gran parte della Svizzera tedesca, non ottiene la maggioranza dei Cantoni, condizione fondamentale per superare lo scoglio delle urne.

Iniziativa "Per imprese responsabili"

Obiettivo fallito per l’iniziativa «Per imprese responsabili». Il testo, in virtù dell’opposizione di gran parte della Svizzera tedesca, non ottiene la maggioranza dei Cantoni, condizione fondamentale per superare lo scoglio delle urne. Stando agli scrutini finali, i cantoni germanofoni, più il bilingue Vallese, si sono espressi in blocco contro il testo. L’eccezione è rappresentata da Basilea Città. L’iniziativa è invece stata accolta, oltre che dal Ticino, da Neuchâtel, Giura e Ginevra. In Romandia, anche Vaud e Friburgo hanno approvato l’iniziativa.

I ticinesi hanno di contro accolto l’iniziativa «Per imprese responsabili». Al termine dello spoglio delle schede nei 111 comuni, il sì è riuscito a imporsi con il 54,2% delle preferenze, riporta il sito internet del cantone. Il testo è per contro stato bocciato nei Grigioni. Nel cantone retico, l’esito è stato a specchio rispetto a quello del Ticino. Dopo lo scrutinio di tutti i 105 municipi, il campo del no l’ha infatti spuntata con il 54,2%, si legge sulla pagina web dedicata all’appuntamento odierno con le urne.

Iniziativa "Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico"

Niente da fare per l’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico»: con il 57,45% di «no» gli svizzeri si sono opposti all’estensione del divieto di finanziamento già esistente e che riguarda attualmente le armi di distruzione di massa. La partecipazione si è attestata al 46,40%.

In totale i voti contrari alla modifica costituzionale promossa dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) e dai giovani Verdi sono stati 1’460’755, mentre i favorevoli 1’081’731. Il testo che intendeva proibire alla Banca nazionale svizzera (BNS), alle fondazioni e alle casse pensioni di investire nelle imprese che realizzano oltre il 5% del loro giro d’affari annuo con la fabbricazione di materiale bellico è stato pesantemente respinto nei cantoni di Nidvaldo (75,18% di «no»), Svitto (74,24%), Obvaldo (72,58%) e Uri e Appenzello Interno (entrambi con il 71,23%). Hanno votato contro il testo anche Ticino e Grigioni rispettivamente nella misura del 55,21% e del 61,26%. Ad approvare la proposta sono stati, Basilea Città (57,92% di «sì»), Giura (55,01%), Ginevra (53,12%) e Neuchâtel (52,27%).

L’iniziativa chiedeva inoltre che la Confederazione si adoperasse a livello nazionale e internazionale affinché venissero applicate condizioni analoghe a banche e assicurazioni.

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