Brunch in fattoria in versione ridotta

Festa nazionale

Quest’anno solo 150 famiglie contadine hanno aderito all’iniziativa, contro le 350 del 2019 - Il consigliere federale Guy Parmelin si è recato all’azienda agricola Plankis di Coira

 Brunch in fattoria in versione ridotta
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La 28. edizione del brunch in fattoria, ormai un must della Festa nazionale, ha dovuto fare i conti con il coronavirus. Molte famiglie contadine hanno alzato bandiera bianca: quest’anno sono state quasi 150 a offrire specialità locali agli ospiti, sovente gente di città. L’anno scorso avevano aderito all’iniziativa oltre 350 aziende agricole.

In un comunicato diramato oggi, l’Unione svizzera dei contadini spiega che numerose aziende hanno rinunciato all’evento per le misure di protezione anti-COVID-19 che avrebbero dovuto approntare. Ma il grande interesse per il brunch si è confermato.

Visto che i posti per il pubblico sono risultati assai meno numerosi, molte fattorie hanno comunicato il «tutto esaurito» molto prima degli scorsi anni, si legge nella nota.

Come spesso accade, alle prelibatezze del territorio soccombe anche qualche consigliere federale. Il consigliere federale Guy Parmelin oggi ha allietato le papille nell’azienda Plankis della famiglia Salis, a Coira.

Il brunch in fattoria, secondo gli organizzatori, ha fra gli altri scopi quello di costruire un ponte fra città e campagna.

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