C’è la base legale per l’app di tracciamento

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Se le Camere federali daranno il via libera, l’app sarà disponibile da giugno - Dal 28 maggio via libera alle funzioni religiose - Altri 14,2 miliardi contro la disoccupazione - IL VIDEO DA BERNA

C’è la base legale per l’app di tracciamento
© KEYSTONE/Alessandro della Valle

C’è la base legale per l’app di tracciamento

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La nuova app per il tracciamento degli spostamenti voluta per contenere il coronavirus sarà forse disponibile a fine giugno. Nella sua seduta odierna il Consiglio federale ha adottato una modifica di legge per permettere alle autorità di usarla. La palla passa ora al Parlamento. L’Esecutivo ha pure allentato le restrizioni per le funzioni religiose, che potranno riprendere dal 28 maggio e deciso il ritorno agli orari normali per il personale ospedaliero.

LA DIRETTA DA BERNA

Berset: «Con la ripartenza dati incoraggianti, ma restiamo cauti»

Il primo a prendere la parola in diretta da Berna è stato il consigliere federale Alain Berset. «Da circa tre settimane ci troviamo nella fase di riapertura. Notiamo che la vita sta riprendendo il suo corso normale. Con la ripartenza le cifre del contagio sono incoraggianti, i nuovi casi sono bassi», ha spiegato. «Dobbiamo però restare cauti, rispettando le norme di igiene e di distanza sociale - ha aggiunto -. Non è semplice ma collettivamente dobbiamo continuare ad essere responsabili».

Le prossime tappe

I campeggi dovrebbero poter riaprire l’8 giugno. In ogni caso il governo definirà la settimana prossima i dettagli della terza fase di apertura. Da quella data dovrebbero essere di nuovo possibili gli assembramenti di più di cinque persone, anche nei ristoranti, dove attualmente vige la regola delle quattro persone. Si prevede inoltre di riaprire altre scuole e centri di formazione, teatri, cinema, zoo, giardini botanici, piscine e ferrovie di montagna, stando a quanto annunciato giorni fa dal Consiglio federale. Per quanto riguarda le frontiere, quelle con Germania, Austria e Francia saranno riaperte a partire da metà giugno. Sono tuttora in discussione le regole di entrata e di uscita dall’Italia.

Funzioni religiose

Il Governo questa mattina ha deciso di autorizzare dal 28 maggio la ripresa delle funzioni religiose. Le comunità dei credenti hanno una settimana di tempo per dotarsi di piani di protezione e per garantire la ricostruzione delle catene d’infezione. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha elaborato un piano generale di protezione per questo settore.

App di tracciamento

Per quanto riguarda l’app di tracciamento, Berset ha spiegato che i dati trattati nella app denominata SwissCovid - il cui impiego è volontario - serviranno unicamente a informare le persone che partecipano al sistema sull’eventualità che siano state esposte al coronavirus. «Si tratta di uno strumento che integra il lavoro di tracciamento tradizionale dei contatti svolto dai Cantoni per ricostruire e interrompere le catene di infezione. La protezione dei dati è garantita, in quanto essi sono salvati in modo decentralizzato e il sistema non rileva la posizione dei partecipanti. Prevediamo un utilizzo dell’app esclusivamente per l’emergenza coronavirus, i dati e la privacy saranno tutelati», ha aggiunto Berset.

Non appena il sistema non sarà più necessario alla lotta contro il coronavirus, il Consiglio federale ne sospenderà l’utilizzo. Il disegno di legge sarà discusso dalle Camere in giugno. Se adottata, l’app potrà essere introdotta in tutta la Svizzera ancora prima della fine del mese. Nelle prossime settimane prenderà il via il test pilota.

Vaccino

Per consentire alla popolazione di disporre in modo equo il più presto possibile di un vaccino sicuro ed efficace, il Consiglio federale ha inoltre deciso di accelerarne la ricerca e lo sviluppo. Ha incaricato il Dipartimento federale dell’interno di avviare, insieme a quello della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), negoziati con i produttori di vaccini. I costi per le dosi necessarie e per le misure atte a garantirne la disponibilità sono stimati a circa 300 milioni di franchi, che potranno presumibilmente essere attinti dai crediti già approvati per la lotta contro il coronavirus, sostiene il Governo.

«Vogliamo concentrare i nostri sforzi affinché la popolazione possa avere accesso al vaccino. In tutto il mondo c’è molta richiesta, ecco perché il mio Dipartimento ha preso contatti con diversi produttori di vaccini», ha chiarito Besert. «Non è la prima volta che la Svizzera tenta di reagire a una pandemia cercando di scoprire dei vaccini - ha aggiunto da parte sua Daniel Koch. Funziona così: si negozia con i produttori di vaccini e si cerca di fare contratti per assicurarseli. Serve però un’equa distribuzione del vaccino, la comunità mondiale farà in modo che questo possa essere prodotto ovunque per evitare penurie».

Personale ospedaliero

Poiché nella maggior parte dei reparti degli ospedali la situazione è nel frattempo ritornata alla normalità, dall’inizio di giugno saranno ripristinate per il personale ospedaliero le ore di lavoro e di riposo stabilite dalla legge, ha fatto sapere il consigliere federale in conferenza stampa.

65 milioni per gli asili nido

Un pacchetto di 65 milioni per asili nido e istituzioni per la custodia di bambini complementare alla famiglia. Il Consiglio federale ha adottato oggi un’ordinanza che disciplina l’impiego degli aiuti voluti dal Parlamento per compensare i contributi non più versati dai genitori per il periodo dal 17 marzo al 17 giugno. I Cantoni saranno tenuti a concedere aiuti finanziari alle strutture di assistenza all’infanzia, con effetto retroattivo al 17 marzo. La Confederazione pagherà un terzo delle spese. «Si tratta di fornire un sostegno a queste strutture, verranno così coperte le perdite subite», ha aggiunto Berset.

Se le strutture di custodia hanno beneficiato di altre misure, come ad esempio la riduzione dell’orario di lavoro, gli importi saranno detratti. Le istituzioni dovranno rimborsare ai genitori i contributi già ricevuti per i servizi di assistenza all’infanzia che non hanno utilizzato.

Il Consiglio federale aveva rifiutato di includere gli asili nido nel suo pacchetto di misure per attenuare gli effetti della crisi. Il Parlamento ha forzato la mano nella sessione straordinaria per evitare il più possibile chiusure e fallimenti. I genitori devono poter contare sullo stesso livello di assistenza all’infanzia di prima della crisi, aveva sostenuto la maggioranza.

C’è la base legale per l’app di tracciamento
Altri 14,2 miliardi per l'assicurazione contro la disoccupazione

Il Consiglio federale ha approvato oggi anche la richiesta di un finanziamento aggiuntivo di 14,2 miliardi di franchi per l’assicurazione contro la disoccupazione, fortemente indebitata dall’impennata del lavoro ridotto. Ha inoltre optato per procedere al graduale abbandono delle misure che erano state introdotte in questo ambito per fronteggiare le ripercussioni della Covid-19.

Parmelin: «Disoccupazione al 4% entro fine anno»

Le decisioni sono state illustrate in conferenza stampa a Berna dal titolare del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) Guy Parmelin: «Registriamo un triste primato, con cifre record per il lavoro ridotto». «L’alt che il coronavirus ha imposto alla nostra economia ha fatto sì che la disoccupazione aumentasse in modo esponenziale». Disoccupazione che, stando a Parmelin, è destinata a superare il 4% entro fine anno: «Molto dipenderà dall’evoluzione del consumo interno e dall’economia globale».

Da metà marzo - ha ricordato Parmelin - le richieste di lavoro ridotto, ora stabilizzatesi, hanno registrato un aumento esponenziale. Ad oggi circa 190.000 aziende hanno domandato l’indennità per 1,94 milioni di lavoratori, il 37% del totale dei dipendenti del Paese. Ciò ha inevitabilmente pesato come un macigno sulle casse dell’assicurazione contro la disoccupazione che, senza rapidi interventi, presenterebbe alla fine dell’anno un passivo stimato in oltre 16 miliardi. Per evitare che scatti il freno all’indebitamento previsto dalla legge, Berna si assumerà i costi del lavoro ridotto per il 2020 e proporrà al parlamento un credito straordinario di 14,2 miliardi. Soldi che si aggiungono ai 6 miliardi già stanziati, per un totale di 20,2 miliardi di franchi.

Allentamento delle misure COVID

Per quanto riguarda le misure COVID introdotte con l’emergenza, in concomitanza con le fasi di allentamento e il progressivo riavvio dell’economia alcuni provvedimenti verranno ritirati, ha fatto sapere Parmelin. Il diritto al lavoro ridotto per le persone con funzione analoga a quella del datore di lavoro e i loro coniugi o partner registrati sarà revocato per la fine di maggio. Lo stesso avverrà per gli apprendisti, affinché possano riprendere rapidamente la loro formazione. Tornerà il termine di preannuncio, che era stato abrogato nell’impossibilità di prevedere le future restrizioni imposte alle aziende.

«Siamo consapevoli - ha ammesso Parmelin - che l’allentamento delle misure straordinarie sarà difficile da sostenere, ma sappiamo anche che le aziende sono ottimiste e per questo hanno fatto ricorso al lavoro ridotto. Sono certo che sapranno affrontare le sfide che le attendono e se dovesse servire siamo pronti a fare la nostra parte. Non sarà una strada in discesa, ma sappiamo che con le misure adottate possiamo fare un passo verso il futuro».

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