C’è un po’ di Ticino nel nuovo istituto che si occupa di malattie rare

SVIZZERA

Il RE(ACT) Discovery Institute è situato al Biopôle, il campus delle Scienze della vita, a Epalinges vicino a Losanna – I direttori sono due ticinesi: il Dott. Davide Städler (CEO) e il Dott. Olivier Menzel – «Le persone che vivono con una malattia rara non sono affatto rare»

C’è un po’ di Ticino nel nuovo istituto che si occupa di malattie rare
Da sinistra a destra: Dott. Davide Städler, Prof. Nouria Hernandez, Dott. Olivier Menzel, Dott. Marco Prunotto.

C’è un po’ di Ticino nel nuovo istituto che si occupa di malattie rare

Da sinistra a destra: Dott. Davide Städler, Prof. Nouria Hernandez, Dott. Olivier Menzel, Dott. Marco Prunotto.

A Epalinges c’è un nuovo Istituto di sviluppo farmaci per il trattamento di malattie rare che parla un po’ ticinese. La direzione è infatti affidata al Dott. Davide Städler (CEO) e al Dott. Olivier Menzel. Discovery Institute è un istituto senza scopo di lucro che sostiene la ricerca scientifica innovativa nel campo delle malattie rare e affronta i bisogni medici insoddisfatti in questo settore.

L’istituto nasce da un progetto della Fondazione BLACKSWAN ed è situato al Biopôle, il campus delle Scienze della vita, a Epalinges vicino a Losanna. La missione del RE(ACT) Discovery Institute è di favorire la scoperta e lo sviluppo di nuove terapie per le malattie rare, che colpiscono in media 500.000 persone in Svizzera e circa 500 milioni nel mondo. L’Istituto mira a colmare il divario tra la ricerca scientifica finanziata pubblicamente e quella svolta presso l’industria farmaceutica. Ha inoltre lo scopo di permettere alla comunità scientifica svizzera e mondiale che lavora su un meccanismo specifico, una proteina o un processo coinvolto nell’insorgenza o nella progressione di una malattia, di portare la loro ricerca dal laboratorio al capezzale del paziente, con l’obiettivo di migliorarne la qualità della vita.

L’istituto mira a scoprire, raccogliere e internalizzare i programmi di ricerca in corso o interrotti e svilupparli ulteriormente agendo come un «ponte» tra il progetto iniziale di un gruppo di ricerca e lo sviluppo clinico finale. Ispirandosi a organizzazioni esistenti e collaborando con centri di ricerca e sviluppo di farmaci che lavorano con università e industrie - soprattutto start-up -, l’istituto fornisce le risorse e le competenze necessarie allo sviluppo di nuovi medicamenti da mettere in commercio.

Il RE(ACT) Discovery Institute vuole quindi essere un acceleratore della ricerca in materia di sviluppo terapeutico. In questo modo, vuole permettere ai laboratori di ricerca con tecnologia all’avanguardia, di scoprire e sviluppare potenziali trattamenti e strumenti diagnostici per le malattie rare. L’Istituto mira anche a creare partnership con università e istituti tecnologici nazionali e internazionali, ospedali, istituti di ricerca, fondazioni e organizzazioni di pazienti.

Durante la prima seduta del Consiglio di amministrazione, tenutasi il 24 settembre, la presidente Prof. Nouria Hernandez, ha sottolineato l’urgenza di una tale iniziativa: «Questo è un progetto meraviglioso che risponde a un bisogno urgente, quello di tutti i pazienti che soffrono di malattie rare che sono ancora poco conosciute e per le quali ci sono pochi o nessun trattamento». Mentre il Dr. Olivier Menzel (anche presidente di BLACKSWAN Foundation) ha posto l’accento sull’importanza fondamentale della ricerca su queste malattie, «non solo perché le persone che vivono con una malattia rara non sono affatto rare (si stima mezzo miliardo di persone nel mondo), ma soprattutto perché la ricerca sulle malattie rare fa progredire le conoscenze sulle malattie comuni e porta nuove soluzioni terapeutiche per tutti». Infine, il Dr. Davide Städler ha aggiunto: «Il nostro Istituto ha come missione di creare ponti che colleghino tutti gli attori coinvolti, con lo scopo di potare in tempi brevi dei trattamenti innovativi ed efficaci a beneficio dei pazienti».

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