Canapa a scopo ricreativo? No allo studio

IL PROGETTO

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale ha respinto il progetto

Canapa a scopo ricreativo? No allo studio
© CdT/Zocchetti

Canapa a scopo ricreativo? No allo studio

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La distribuzione di canapa in modo controllato a scopo ricreativo nel quadro di studi di ricerca non è auspicabile. Lo dice la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N), che ha respinto il progetto di un articolo sulla sperimentazione nella legge sugli stupefacenti.

In maggio la Commissione era entrata in materia sulla modifica della legge sugli stupefacenti, che dovrebbe creare i presupposti per studi scientifici limitati nel tempo e severamente regolamentati sul consumo di canapa a scopo ricreativo. In seguito, a luglio, aveva esaminato il dossier nel dettaglio e aveva commissionato un rapporto sulla protezione della gioventù nel settore del consumo di canapa.

Ora, dopo aver preso atto di quest’analisi, la CSSS-N ha votato sull’intero oggetto e lo ha respinto con 11 voti contro 11, con 2 astensioni, e il voto determinante del presidente Thomas de Courten (UDC/BL). Ciò equivale di fatto a una proposta alla camera di non entrata in materia: il Consiglio nazionale dovrà quindi unicamente decidere se affrontare il dossier o no.

Il rapporto doveva soprattutto concentrarsi su tre punti: quali sono le carenze nell’attuazione della protezione dei giovani e quali misure potrebbero essere adottate per porvi rimedio? Come regolare efficacemente la protezione dei giovani in relazione ai test pilota con la cannabis? In generale, come può essere applicata e finanziata efficacemente la protezione dei giovani nel campo dell’uso di sostanze che creano dipendenza? L’intera indagine partiva dal presupposto che negli adolescenti lo sviluppo fisico e cerebrale non è ancora completo, per cui essi corrono seri rischi in caso di consumo di alcool, tabacco e droghe.

L’indagine conclude che le misure di protezione giuridica per i giovani previste nel caso in cui vengano autorizzati test pilota con la cannabis sono adeguate e sufficienti. I provvedimenti generali di protezione della gioventù istituiti da Confederazione, Cantoni e Comuni sono vari, molteplici e generalmente utili.

Vi è tuttavia un potenziale di miglioramento per quanto riguarda il rafforzamento e l’applicazione della protezione giuridica dei giovani, come pure dell’intensificazione della promozione precoce della salute. Per migliorare questi punti, si legge nel rapporto, «sono necessarie maggiori risorse finanziarie e di personale per la prevenzione e l’applicazione della polizia a livello federale, cantonale e comunale».

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