Canone radiotelevisivo, la mossa delle aziende

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La commissione del Consiglio nazionale è d’accordo con la proposta di esentare le PMI: «Onere ingiustificato»
Fabio Regazzi: «Ma se il Parlamento dirà di no, l’usam sosterrà l’iniziativa popolare per ridurre la tassa a 200 franchi»

Canone radiotelevisivo, la mossa delle aziende

Canone radiotelevisivo, la mossa delle aziende

Le aziende con meno di 250 dipendenti vogliono essere esentate dal pagamento del canone radiotelevisivo. E per raggiungere il loro obiettivo sono disposte a seguire due strade. La via prioritaria è quella parlamentare, dove è tuttora in discussione un’iniziativa di Fabio Regazzi (Centro), presidente dell’Unione svizzera arti e mestieri (usam). L’alternativa, in caso di insuccesso, è il sostegno alla preannunciata iniziativa popolare per un canone a 200 franchi, che prevede anche la soppressione della tassa di ricezione a carico di tutte le aziende, grandi, medie e piccole. «Se la mia proposta verrà bocciata in Parlamento, scenderemo in campo a favore dell’iniziativa. Se invece sarà approvata, l’usam in quanto organizzazione mantello delle 500 mila PMI svizzere non avrà motivo di appoggiare...

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