Caso Crypto, la politica teme danni e vuole chiarezza

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Preoccupati per la reputazione della Svizzera, i partiti esigono risposte sul caso e su quanto sapevano le autorità Kaspar Villiger nega di esserne stato al corrente

Caso Crypto, la politica teme danni e vuole chiarezza
© KEYSTONE/Urs Flueeler

Caso Crypto, la politica teme danni e vuole chiarezza

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La CIA e i servizi segreti tedeschi hanno spiato per anni più di cento Paesi grazie ad una società svizzera da loro controllata – la Crypto AG di Steinhausen (ZG) – che ad insaputa dei clienti vendeva apparecchiature manipolate per il criptaggio delle comunicazioni. Dopo le rivelazioni, rese possibili da un pool internazionale di testate giornalistiche (tra le quali la svizzera «Rundschau» della SRF) ieri è stato il giorno delle reazioni e delle domande. Le autorità federali erano al corrente? E se sì, chi sapeva cosa? Ci sono state complicità, coperture, operazioni d’insabbiamento? Si è approfittato dell’operazione per ricavare a proprio vantaggio delle informazioni? Secondo i documenti venuti alla luce, alti funzionari dell’allora servizio d’informazioni militare avevano una conoscenza generale...

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