Caso Crypto: Peter Marti indagherà su fuga notizie

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Il Ministero Pubblico della Confederazione risponde così alle sollecitazioni della Commissione della gestione su questo scandalo internazionale

Caso Crypto: Peter Marti indagherà su fuga notizie
© KEYSTONE/Alexandra Wey

Caso Crypto: Peter Marti indagherà su fuga notizie

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Peter Marti dovrà indagare sulla fuga di notizie riguardante il caso Crypto, azienda che in passato ha collaborato con i servizi segreti tedeschi e americani. Marti è stato nominato quale procuratore federale straordinario dall’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC).

L’AV-MPC risponde così alle sollecitazioni delle Commissioni della gestione, chiamate ad investigare su questo scandalo, per ripetuta violazione del segreto d’ufficio.

Il 13 novembre scorso, precisa una nota odierna del AV-MPC, le Commissioni della gestione delle Camere federali hanno sporto denuncia contro ignoti al Ministero pubblico della Confederazione per violazione del segreto d’ufficio (articolo 320 del Codice penale).

In precedenza, durante la fase di consultazione, erano trapelate ripetutamente a singoli media informazioni dalla bozza di rapporto d’ispezione sul «caso Crypto AG», classificata come confidenziale. Secondo le Commissioni di gestione, la pubblicazione di tali informazioni rappresenta un grave danno alle istituzioni.

Peter Marti è stato presidente della I. Camera penale del Tribunale d’appello del cantone di Zurigo. Prima di diventare giudice, è stato pretore per circa vent’anni.

La vicenda

La CIA e i Servizi segreti tedeschi BND avrebbero per decenni intercettato migliaia di documenti da più di 100 Paesi utilizzando macchine crittografiche della Crypto. Diversi governi si sono affidati alla società di Zugo per criptare le loro comunicazioni, ignorando che la società fosse di proprietà della CIA e del BND e che questi ne manipolavano la tecnologia per decodificarne le informazioni.

Stando a una indagine giornalistica della televisione svizzero tedesca SRF, della tv germanica ZDF e del quotidiano americano Washington Post, nel 1970 la Crypto sarebbe stata acquistata da CIA e BND attraverso una fondazione in Liechtenstein.

Secondo un rapporto della Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG), reso noto nell’autunno scorso e oggetto della fuga di notizie in questione, i servizi segreti svizzeri sapevano fin dal 1993 che dietro la Crypto vi fossero la CIA e il corrispettivo tedesco BND. Il Consiglio federale era però all’oscuro di tutto. Malgrado ciò vi è una corresponsabilità politica delle autorità svizzere per le attività dell’impresa.

Il rapporto definisce inoltre verosimile che vi sia stata una collaborazione in materia di attività informative tra il Servizio informazioni strategico (SIS), l’organizzazione da cui è nato l’attuale il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), e questi servizi d’informazione esteri.

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