Caso delle Tigri Tamil, «Non sapevano fosse terrorismo»

Losanna

I giudici del Tribunale federale sostengono che le persone accusate di aver sostenuto l’organizzazione non ne conoscevano la vera natura

Caso delle Tigri Tamil, «Non sapevano fosse terrorismo»
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Dodici persone accusate di aver spalleggiato finanziariamente le Tigri Tamil non potevano sapere che l’organizzazione era di natura terroristica. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), respingendo in massima parte un ricorso del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), che in primo grado contro gli imputati aveva promosso invano l’accusa di partecipazione e sostegno a un’organizzazione criminale.

In una sentenza pubblicata oggi, i giudici della Corte di diritto penale del TF affermano che gli imputati non potevano prevedere che i loro atti avrebbero violato l’articolo 260ter del Codice penale, relativo appunto al sostegno di organizzazioni criminali. Una loro condanna costituirebbe dunque una violazione del principio di legalità: «Una norma penale deve essere formulata in modo sufficientemente preciso affinché un cittadino vi si possa conformare e possa prevedere le conseguenze di un determinato comportamento con un certo grado di certezza in funzione delle circostanze», recita un comunicato del TF.

I giudici di Losanna fanno proprio notare che la norma penale non era stata concepita per organizzazioni che commettono solo marginalmente atti terroristici ma che perseguono principalmente altri obiettivi. Accanto ai gruppi già qualificati come terroristici dal TF (tra gli altri Al Qaida e il sedicente Stato islamico), «è difficile prevedere se un’organizzazione che ha commesso atti terroristici debba essere considerata come un’organizzazione criminale ai sensi dell’articolo 260ter», indica la nota.

Contrariamente al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona, che ha giudicato gli imputati in prima istanza, il TF sostiene che le Tigri per la liberazione della patria Tamil (comunemente conosciute come Tigri Tamil o LTTE, gruppo ribelle dello Sri Lanka annientato nel 2009) hanno senz’altro commesso atti terroristici. Questi ultimi per le LTTE tuttavia non costituivano lo scopo dell’organizzazione, che invece era piuttosto una lotta armata convenzionale, l’amministrazione sotto forma statale di un territorio e il riconoscimento dell’indipendenza della loro etnia.

Vista l’ampiezza dei compiti non criminali delle Tigri Tamil, si può difficilmente sostenere che le persone che hanno raccolto fondi a suo beneficio potessero partire dal principio che il loro comportamento avrebbe avuto direttamente un obiettivo criminale, sostengono i giudici losannesi. Il TF sottolinea pure che le prese di posizione della autorità federali durante il periodo delle presunte attività criminali (dal 1999 al 2009 secondo l’atto d’accusa) mostrano che le LTTE non erano considerate un’organizzazione criminale.

La suprema corte di Losanna conferma dunque la sentenza pronunciata lo scorso giugno dal TPF in merito all’articolo 260ter. I giudici di stanza in Ticino dal canto loro avevano in particolare sottolineato il fatto che il legame gerarchico tra il World Tamil Coordinating Comitee, l’organizzazione che rappresenta questa etnia nella Confederazione, e le Tigri Tamil non era stato sufficientemente dimostrato.

Il TF ammette il ricorso della procura federale su un aspetto secondario: il TPF dovrà stabilire se una delle persone assolte non si sia resa colpevole di falsità in documenti. I giudici di Losanna hanno anche accolto il ricorso di un condannato: la corte di Bellinzona dovrà nuovamente esaminare la sua condanna per truffa.

Dopo un procedimento durato nove anni e costato quattro milioni di franchi, il processo di primo grado è stato celebrato lo scorso anno tra gennaio e marzo. Sul banco degli imputati a Bellinzona vi erano tredici persone (dodici tamil e un tedesco), dodici delle quali perseguite tra l’altro per partecipazione e sostegno a un’organizzazione criminale. Il TPF ha assolto otto persone, indennizzate, e ne ha condannate cinque a pene detentive sospese con la condizionale per reati finanziari. Il MPC aveva chiesto pene detentive da un minimo di 18 mesi sospesi a un massimo di sei anni e mezzo da scontare.

La procura ha sostenuto che le attività illecite abbiano consentito di raccogliere tra la comunità tamil in esilio circa 15 milioni di franchi, tramite un sistema sofisticato di crediti al consumo. I soldi sarebbero serviti a finanziare le attività delle LTTE.

Le Tigri Tamil hanno combattuto contro l’esercito dello Sri Lanka a partire dal 1983 per l’indipendenza del nordest dell’isola, fino alla sconfitta nel maggio del 2009. Il conflitto ha causato la morte di circa 100’000 persone.

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