Caso Lauber: avviata procedura di destituzione

Giustizia

Lo ha deciso la Commissione giudiziaria del Parlamento sulla base di un sospetto fondato di violazione grave dei doveri d’ufficio

 Caso Lauber: avviata procedura di destituzione
©KEYSTONE/Peter Klaunzer

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(Aggiornato alle 20) «È andata bene», aveva detto da parte sua Michael Lauber al termine dell’incontro con la Commissione giudiziaria del Parlamento. Poche ore dopo, la stangata: la Commissione apre un processo di revoca del procuratore generale. A annunciarlo è stato il presidente e consigliere agli Stati Andrea Caroni (PLR/AR). L’avvio della procedura di destituzione del procuratore generale è stata decisa per 13 voti a 4. È la prima volta che l‘organo parlamentare si china sulla possibile destituzione di un procuratore generale.

Secondo la Legge federale sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione, ha ricordato Caroni, è possibile aprire un processo di destituzione di un membro del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) prima della scadenza del suo mandato se vi è anche solo il sospetto che esso ha violato gravemente i suoi doveri d’ufficio intenzionalmente o per negligenza grave, oppure se ha durevolmente perso la capacità di esercitare il suo ufficio. Secondo la Commissione, ha detto Caroni, entrambe le condizioni sono soddisfatte.

Attendendo l’autunno

Ora, ha spiegato Caroni, la Commissione deve condurre un’indagine al termine della quale potrebbe presentare una mozione all’Assemblea federale per la destituzione di Lauber. La mozione verrà votata al più presto nella sessione autunnale di settembre. «Cercheremo di fare più in fretta possibile», ha detto Caroni.

Ad ogni modo si intende anche esaminare il verdetto del Tribunale amministrativo federale, che si sta occupando del ricorso inoltrato da Lauber dopo le accuse dell’Autorità di vigilanza del Ministero pubblico della Confederazione.

La procedura di revoca segue infatti le accuse nei confronti del magistrato riguardo al suo agire nell’ambito degli incontri avvenuti tra il procuratore generale e il presidente della FIFA Gianni Infantino. A marzo l’organo di controllo del Ministero pubblico ha concluso che il magistrato ha infranto diversi doveri d’ufficio: ha ripetutamente detto il falso, ha agito in modo sleale e ha violato il codice di condotta del Ministero pubblico della Confederazione in modo «gravemente negligente». A Lauber era stato quindi tagliato lo stipendio per un anno.

Audizione in due parti

L’audizione a Lauber si è svolta in due parti: la prima dedicata alle mancanze di cui il procuratore generale si è reso colpevole sia prima, sia durante il procedimento disciplinare aperto lo scorso maggio da parte dell’Autorità di vigilanza del Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC).

Lo scorso marzo quest’ultima ha concluso che il magistrato ha infranto diversi doveri d’ufficio: ha ripetutamente detto il falso, ha agito in modo sleale e ha violato il codice di condotta dell’MPC in modo «gravemente negligente».

Lauber ha deciso di fare ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF), accusando - tra le altre cose - di parzialità l’Autorità di vigilanza.

Inoltre, nella seconda parte dell’audizione, la commissione ha ascoltato Lauber sui dati resi pubblici dopo lo scorso 2 marzo, «in particolare sulle rilevazioni concernenti altri presunti contatti tra la FIFA e gli inquirenti federali, la pubblicazione di uno scambio di e-mail sulle intenzioni di Gianni Infantino nella primavera 2016 e la prescrizione - avvenuta lo scorso 27 aprile - del primo processo FIFA», si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari.

La questione di un’eventuale richiesta di dimissioni da parte di Lauber non è stata presa in considerazione dalla Commissione, ha precisato Caroni rispondendo ai giornalisti a Berna. Non è infatti loro compito convincere qualcuno a dimettersi, ha aggiunto.

Una minoranza della Commissione giudiziaria era dell’opinione che prima di decidere in merito all’apertura di un procedimento si sarebbe dovuto attendere la sentenza del TAF.

Le reazioni

Da parte di più gruppi parlamentari le razioni alla decisione della Commissione sono state positive: «Coerente decisione», twitta il BDP, seguito a ruota dal PPD. «Il PLR accoglie favorevolmente la decisione della Commissione giuridica», scrive il PLR, che aggiunge: «Per rispetto delle istituzioni dovrebbe ora trarre le conclusioni necessarie», invitandolo a ritirarsi.

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