CCL Shop, pressing a Berna

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Per il Parlamento, il Consiglio di Stato deve far pressioni affinché Berna revochi la decisione di escludere il Ticino dall’obbligatorietà generale del salario minimo previsto dal contratto collettivo di lavoro nazionale

 CCL Shop, pressing a Berna
© CdT/Archivio

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Il Consiglio di Stato deve far pressioni affinché Berna revochi la decisione di escludere il Ticino dall’obbligatorietà generale del salario minimo previsto dal contratto collettivo di lavoro nazionale per i negozi annessi alle stazioni di servizio (CCL Shop). È quanto ha deciso il Gran Consiglio, approvando con 54 sì, 7 no e 9 astensioni il rapporto della Commissione economia e lavoro (relatore il PPD Claudio Isabella), favorevole a una mozione in tal senso di Raoul Ghisletta (PS). Come ricorderete, il 6 dicembre 2017 il Consiglio federale aveva conferito carattere di obbligatorietà generale al nuovo CCL, che si applica anche al Ticino ma non per quanto riguarda i minimi salariali. Il Governo cantonale aveva già scritto a Berna a inizio 2018. Ora dovrà fare di più. A fine anno scadrà il decreto che esclude il Ticino dai minimi salariali e a questo proposito il direttore del DFE Christian Vitta ha affermato che potrà essere l’occasione per discuterne. Inoltre, dovrà mediare con le associazioni di categoria per risolvere questa problematica.

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